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ANAEROBI Gli obbligati anaerobi sono batteri che non tollerano la presenza di ossigeno libero e crescono dove non c’è aria o dove c’è un basso potenziale di ossigeno residuo. Ad esempio Clostridium perfrigens e Bacteroides fragilis.
ANGIOGENESI La generazione di nuovi vasi sanguigni che si può vedere alla base di una ferita in fase di guarigione. ASCESSO Una raccolta localizzata di tessuto necrotico, batteri e globuli bianchi conosciuta col nome di pus. Questa raccolta è trattenuta da una barriera costituita da fagociti e da uno strato di fibrina. AUTOLISI Il processo di scissione degli elementi che costituiscono il tessuto necrotico, ad opera dei leucociti. BATTERE Un bacillo, anaerobico, gram-negativo normalmente presente nell’orofaringe e nelle feci. Nella ferita infetta è considerato un organismo opportunista. CALLOSITÀ Una crescita di cheratina sulla pelle causata da una reazione alla pressione persistente. CAUTERIO Strumento usato in lesioni potenzialmente infette e per distruggere tessuto di granulazione in eccesso. La cauterizzazione può essere effettuata con sostanze caustiche, attraverso il passaggio di corrente, con un ferro rovente oppure con il freddo. CAVITÀ PROCURATA La generazione di una cavità temporanea come risultato della perforazione dei tessuti molli, causata dall’ingresso di un corpo estraneo ad alta velocità, per esempio un proiettile. CELLULITE La diffusione nella superficie cutanea o in regioni prossimali, di una infezione non suppurativa. Viene circoscritta dai meccanismi di difesa dell’orga-nismo. CHELOIDE Una spessa protuberanza di tessuto cicatriziale il quale reagisce in modo spropositato rispetto alla quantità di tessuto necessario per la chiusura della ferita. Questa esagerata crescita di collagene può continuare per un tempo considerevole (anni) e può invadere la cute sana, nell’area perilesionale. Non si deve confondere il cheloide con l’ipergranulazione o la cicatrice ipertrofica. CICATRICE IPERTROFICA Si sviluppa subito dopo che la ferita è stata procurata, qualunque ne sia stata la causa; in particolare si sviluppa a seguito di episodi di acne, ferite chirurgiche e vaccinazioni. CITOCHINA Fattori extracellulari che possono essere prodotti da diversi tipi di cellule tra cui monociti e linfociti. Funzionano da messaggeri chimici e sono importanti nella risposta infiammatoria locale e sistemica. COLLAGENE Una proteina generata da fibro-blasti che serve da supporto per l’organizzazione del tessuto connettivo quale la pelle e i legamenti. Rappresenta il 30% circa del totale di proteine presenti nell’organismo. COLONIZZAZIONE La moltiplicazione di microrganismi senza che si verifichi una pari reazione dell’ospite, cioè della persona aggredita. COLORAZIONE DI GRAM Una tecnica di colorazione a base di violetto di genziana che permette la differenziazione dei batteri in Gram-positivi e Gram-negativi. Prende il nome dal medico danese che l’ha messa a punto. COMMENSALI Microrganismi che non interferiscono con l’ospite; non sono patogeni e diventano parte della flora batterica normalmente presente. È sinonimo di simbiotico. COMPLEMENTO (C) Un complesso gruppo di proteine e di altri fattori presenti nel siero e in altri fluidi umani che sono normalmente inattivi. Partecipa al processo infiammatorio quale mediatore nella reazione tra antigene e anticorpo. CONTAMINAZIONE Presenza di microrganismi patogeni o materiale infetto su superfici o oggetti normalmente sterili, senza che essi si moltiplichino. CONTRAZIONE È anche un passaggio compreso nel processo di guarigione di una ferita in fase di granulazione; in questa fase i lembi della ferita si avvicinano tra loro. DEBRIDMENT La rimozione del tessuto necrotico e del materiale estraneo da una ferita. ELASTINA La componente maggiore del tessuto elastico. Le fibre elastiche si trovano nella matrice extracellulare della pelle, dei vasi sanguigni e dei polmoni per dare loro la possibilità di ritornare alle normali dimensioni dopo i frequenti stiramenti transitori legati alla loro fisiologia. ELEFANTIASI È una malattia infettiva cronica più comune nei paesi a clima tropicale. Consiste nella dilatazione dei piccoli vasi che stanno attorno alla caviglia e al tallone e si associa alla formazione di vene varicose, ipertensione venosa e ulcere del letto venoso. La tumefazione degli arti inferiori è causata dall’ostruzione dei vasi linfatici. ENDOTELIO Il tessuto che fa da rivestimento ai vasi sanguigni e linfatici, al cuore e ad altre cavità corporee. ENDOTOSSINE Sono prevalentemente prodotte da organismi gram-negativi, ad esempio gli Eschericchia coli, Pseudomonas aeruginosa e Salmonelle. Queste tossine non vengono rilasciate nei liquidi interstiziali, ma sono liberate al momento della lisi del battere che l’ha prodotta. EPITELIO O TESSUTO EPITELIALE È lo strato cellulare che costi tuisce l’epidermide e lo strato superficiale delle mucose e delle membrane sierose. Può essere semplice o pluristratificato e ha una capacità di rigenerazione totale che può avvenire in meno di ventiquattro ore. EPITELIZZAZIONE Lo stadio finale del processo di gaurigione in cui si ha la ricrescita dello strato cutaneo. ERISIPELA Malattia febbrile acuta caratterizzata da infiammazione ed eritema cutaneo con segni e sintomi sistemici. Se non viene adeguatamente trattata (penicillina, eritromicina, applicazioni di solfato di magnesio) conduce alla morte. ERITEMA L’arrossamento della pelle dovuto ad una iperemia. ESCARA Una crosta costituita da siero secco e cellule morte del derma che si forma in seguito ad una pustola o un’ulcera. ESOTOSSINE Tossine escrete da microrganismi generalmente gram-positi-vi, per esempio Clostriudium tetani, Streptococco pyogenes, Staphilococcus aureus, e immesse nell’ambiente circo-stante. Queste tossine diffondono facilmente nei fluidi interstiziali e sono altamente nocive per l’ospite. FAGOCITOSI Il processo di ingestione e digestione di batteri e corpi estranei da parte dei macrofagi o dei neutrofili. FATTORE DELLA CRESCITA Consiste di peptidi, cioè un sottoinsieme di citochine necessarie alla proliferazione cellulare. FIBROBLASTA Le cellule che danno origine al tessuto fibroso. GRANULAZIONE Proliferazione di masserelle carnose in ferite che non si sono cicatrizzate per contatto. Ciascuna granulazione rappresenta la crescita di un vaso sanguigno da uno preesistente. Il nome deriva dal fatto che la germinazione del nuovo tessuto assomiglia a piccoli granuli. GUARIGIONE PER PRIMA INTENZIONE È così definita la ferita che guarisce senza lasciare un difetto anche minimo e senza formazione del tessuto di granulazione. GUARIGIONE PER SECONDA INTENZIONE Questo succede quando la ferita è lasciata aperta e guarisce per granulazione. Questo processo è più lento del precedente. GUARIGIONE PER TERZA INTENZIONE A volte si ha la terza intenzione o chiusura ritardata. È questo il caso in cui la ferita è lasciata aperta per via del posizionamento di un drenaggio e successivamente chiusa con tecnica chirurgica. INFEZIONE I microrganismi patogeni non sono soltanto presenti ma si moltiplicano e producono nell’ospite una reazione. Questa può assumere varie forme e la sua identificazione può essere difficile per chi non è pratico ed è definita, appunto, infezione. (Vedi anche “contaminazione” e “colonizzazione”). INTERLEUCHINE Letteralmente significa “tra i leucociti”; sono mediatori chimici che si accumulano nelle aree dove sono stati attivati i linfociti T. Permettono alle cellule del sistema immunitario di comunicare tra loro, coordinandone la risposta immunitaria. I.P.B.A. Indice pressorio espresso dalla differenziale tra la pressione rilevata alla caviglia e quella rilevata al braccio. Si effettua tramite ultrasuoni ed evidenzia la presenza e l’aggravarsi di patologie arteriose, periferiche, agli arti inferiori. IPERGRANULAZIONE Ovvero la eccessiva durata dalla fase di granulazione fino a superare il livello della superficie perilesionale. ISTAMINA Una proteina che causa la dilatazione dei vasi sanguigni. Successivamente si ha un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni che comporta lo stravaso di liquidi nei tessuti fino a risultarne un gonfiore. LIPODERMATOSCLEROSI Una colorazione marrone della parte bassa degli arti come risultato della distruzione del-l’emoglobina. Questa condizione è generalmente associata ad ipertensione venosa e ulcere alle gambe. MACERAZIONE Processo di rammollimento del tessuto causato dall’eccessiva ritenzione di umidità in un determinato distretto. MATRICE EXTRACELLULARE È una sostanza base costituita da fibre; è materiale amorfo, tipo gel, che riempie gli spazi intracellulari con fluidi e glicoproteine. NECROSI La morte localizzata del tessuto. In questo caso il tessuto è spesso di colore nero o marrone e, al tatto, somiglia al cuoio. SLOUGH Devitalizzazione del tessuto che assume una colorazione bianca, giallastra o grigia. TECNICA DELLA POSIZIONE A TRENTA GRADI Posizionare il paziente in modo che diminuisca il rischio di lesione da decubito. Il paziente è posizionato in inclinazione laterale, appoggiato su cuscini con la schiena che forma un angolo di trenta gradi col piano di appoggio (letto). ULTRASUONI DOPPLER È un apparecchio che si usa per registrare l’indice di pressione arteriosa agli arti inferiori. Il nome deriva dal medico austriaco che ne ha messo a punto la tecnica. VASCULITI Infiammazioni di piccoli vasi arteriosi, venosi o linfatici da cui risulta la formazione di fibrosi e trombi. È normalmente associata a malattie reumatiche. È sinonimo di angioite.
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