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Come gestire la stomia dopo l'intervento?

Riprendere appena possibile la propria attività quotidiana, ritornare al proprio lavoro, ricominciare a coltivare interessi e hobby, viaggiare, fare sport: non c’è ricetta migliore per sentirsi di nuovo in armonia con se stessi. Il nostro consiglio è di non avere fretta e di prendersi tutto il tempo necessario per una completa riabilitazione, senza sentirsi obbligati a riprendere da subito i ritmi di vita abituali. Il primo obiettivo è quello di ritrovare la forma fisica, la sicurezza e la serenità necessarie ad una normale vita di relazione. In questo senso è molto importante essere in grado di gestire autonomamente la cura dello stoma: giorno dopo giorno diventerà una routine e ogni stomizzato imparerà a utilizzare i prodotti e le tecniche adeguate al proprio caso, a scegliere i sistemi di raccolta e gli adesivi più adatti ad ogni situazione.
Raggiunto questo obiettivo, sarete pronti a riprendere il vostro posto nella società: la stomia, infatti, non è sinonimo di invalidità e questo è il modo migliore di dimostrarlo a voi stessi e agli altri.
Con una guida corretta e i prodotti più adatti, dovresti essere in grado di fare le cose che hai sempre fatto.

In questa sezione troverai tutte le informazioni che ti consentiranno di fare proprio questo. Oltre alle informazioni sul prodotto, troverai consigli utili sull'intimità, su come mantenere sana la cute peristomale e su altri aspetti della vita con uno stoma.

Abituarsi a vivere con lo stoma

aspetto dello stoma dopo l'intervento

Quale sarà l'aspetto dello stoma dopo l'intervento?

I giorni successivi all'intervento di stomia possono essere impegnativi. Avrai una sacca attaccata all'addome e tante cose nuove da imparare. Ora è arrivato il momento di iniziare a conoscere lo stoma. Giorni successivi all'intervento di stomia

Quando ti sveglierai dopo l'intervento, indosserai la tua prima sacca. La sacca sarà probabilmente trasparente per permettere agli infermieri di controllare facilmente il nuovo stoma. È possibile che tu abbia anche fleboclisi e drenaggi attaccati al corpo. Tutto ciò è perfettamente normale e ti verranno rimossi con il minimo disagio al momento opportuno.

Lo stoma

Lo stoma apparirà umido e di colore rosato-rosso e fuoriuscirà leggermente dall’addome. All’inizio sarà abbastanza gonfio ma si ridurrà con il tempo, di solito dopo 6-8 settimane. Lo stoma è di colore rosso in quanto si tratta di una membrana mucosa, proprio come la mucosa all'interno della bocca. Lo stoma è privo di sensibilità, quindi non c'è rischio di provare alcun dolore toccandolo. Lo stoma può sanguinare leggermente durante la pulizia, soprattutto all'inizio, ma si tratta di un fenomeno abbastanza normale e dovrebbe arrestarsi poco dopo.

Lo stoma inizierà a funzionare subito dopo l'intervento, di solito nel giro di pochi giorni. In un primo momento, il materiale in uscita sarà un liquido acquoso e potrebbe emanare un odore intenso, dal momento che l'intestino non ha funzionato per un pò. Non preoccuparti però, la consistenza diventerà leggermente densa e il cattivo odore diminuirà non appena inizierai a seguire una dieta più equilibrata. Il medico ti informerà quando sarai in grado di mangiare e bere come al solito.

Inizialmente, è anche probabile che dallo stoma fuoriesca una certa quantità di aria rumorosa; ancora una volta, si tratta di un fenomeno perfettamente normale. Non è raro che tu possa avvertire il bisogno di andare in bagno, come accadeva in precedenza. Questa sensazione è normale e dovrebbe ridursi con il tempo. Se l'ano è ancora presente, potrebbero esservi alcune fuoriuscite di muco dallo stesso.

Urostomia

Se è presente un'urostomia, lo stoma inizierà a funzionare subito dopo l'intervento. I tubi posizionati nell'urostomia saranno lasciati in posizione per sette/dieci giorni. In un primo momento, l'urina può apparire di colore rossastro, ma tornerà presto al colore consueto.

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Gestione stomia e i vari tipi di sacche per colostomia definitiva e ileostomia di protezione

La gestione ottimale della stomia

Mantenere la cute peristomale in condizioni ottimali è la cosa più importante che puoi fare per rendere la vita con una sacca per stomia sicura, confortevole e senza problemi. Stoma sano

Mantenere la cute sana è importante. Il contatto tra gli effluenti dello stoma e la cute provoca irritazione cutanea, compromettendo la perfetta adesione al corpo dell'adesivo posto sul dispositivo. Ciò crea un circolo vizioso caratterizzato da ulteriori perdite e da una cute ancora più irritata, che è importante evitare.

Mantenere la cute sana

Questi sei passi ti aiuteranno a mantenere la cute sana:

  1. Accertarsi che la cute sia pulita e completamente asciutta prima di applicare l'adesivo.
  2. Regolare il foro sull'adesivo in modo che si adatti esattamente al diametro dello stoma.
  3. Accertarsi che vi sia contatto completo tra l'adesivo e la cute, applicando una leggera pressione con la mano.
  4. Sostituire il dispositivo non appena si avverte fastidio o prurito.
  5. Controllare regolarmente la dimensione dello stoma, soprattutto in presenza di un'ernia.
  6. Accertarsi di usare il dispositivo e gli accessori per stomia più adatti al profilo del vostro corpo.

Utilizzare il tipo di dispositivo corretto

Sono disponibili molti tipi diversi di dispositivi per stomia, pertanto accertati di scegliere quello che si adatta meglio alle esigenze del tuo corpo.
È possibile scegliere tra diverse dimensioni di sacche, sistemi di applicazione, colori, tipi di adesivo e molte altre caratteristiche per rispondere alle esigenze del tuo stile di vita. Consulta il catalogo dei prodotti per maggiori dettagli.

Utilizzare gli accessori giusti

Coloplast offre inoltre un'ampia gamma di accessori per poter indossare la sacca per stomia in modo ancora più confortevole. Gli accessori possono contribuire a migliorare la tenuta, prevenire problemi cutanei e ridurre il cattivo odore.
Troverai istruzioni più dettagliate su come sostituire e svuotare la sacca per stomia nei nostri video guida.

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come gestire lo stoma e la sacca per stomia

Acquisire dimestichezza con lo stoma

Mentre sei ancora in ospedale, lo stomaterapista ti spiegherà come dovrai prenderti cura dello stoma. Ci sono tante informazioni da imparare, quindi non avere paura di fare domande o chiedere chiarimenti se ne hai bisogno. Prendersi cura dello stoma

Dopo l'intervento, lo stomaterapista si occuperà di aiutarti ad acquisire dimestichezza nel prenderti cura dello stoma. Durante tale formazione, avere accanto un proprio familiare o il/la coniuge costituisce un valido aiuto.
Lo stomaterapista ti aiuterà a:

Fare domande

Ci saranno tante nuove informazioni da apprendere in un'unica volta e questo potrebbe essere un pò scoraggiante. Prenditi tutto il tempo necessario e rivolgi tutte le domande di cui hai bisogno, ogniqualvolta sarà necessario. Quante più cose chiederai e proverai, maggiore sarà la tua preparazione una volta che tornerai a casa.

Prima di lasciare l'ospedale, lo stomaterapista concorderà con te una visita di consulenza di follow-up per accertare che tu abbia acquisito dimestichezza nel prenderti cura della stomia.

Superare le sfide

Una volta che tornerai a casa, potresti trovarti a dover affrontare alcune difficoltà nel prenderti cura della stomia. Coloplast dispone di un programma di supporto chiamato Coloplast Care che potrebbe esserti utile. Coloplast Care è stato creato per aiutare a rendere più facile la vita con una stomia.

Ricorda che il tuo stomaterapista, così come il servizio Consumer Care di Coloplast, saranno più che lieti di aiutarti a risolvere qualsiasi problema.

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Approfondimenti sui prodotti per stomia intestinale

Soluzioni contro l'irritazione della cute peristomale

Soluzioni per l'irritazione della cute peristomale

I movimenti troppo bruschi o traumatici, come anche le infiltrazioni di effluenti sotto l'adesivo, possono causare irritazioni o arrossamenti alla cute intorno allo stoma. Leggi l'articolo sull'irritazione cutanea

In quali casi si può irritare la cute peristomale?

Quando si sostituisce la sacca da stomia, movimenti troppo bruschi o traumatici possono causare irritazioni e arrossamenti alla cute intorno allo stoma. Scopri i prodotti dedicati alle irritazioni cutanee.

In presenza di perdite, quando gli effluenti si infiltrano sotto l’adesivo della placca, la cute può arrossarsi e causare dolore e disagi. Pertanto, questa zona deve essere mantenuta nelle migliori condizioni possibili anche attraverso l’utilizzo di prodotti di supporto dedicati alle perdite.

 

Hai difficoltà o dolore nell’applicazione o rimozione del presidio per stomia?

I prodotti di supporto Brava® sono progettati appositamente per rimuovere in modo delicato la placca ed eventuali residui di adesivo e per mantenere sana la pelle rispettando il normale livello di pH.

Richiedi campioni gratuiti dei prodotti per l’applicazione e rimozione

 

Consigli per gestire la stomia nella quotidianità

Per essere al tuo fianco nelle attività sportive e per avere maggiore discrezione anche nei tuoi momenti più intimi Brava® offre accessori personalizzati per i tuoi bisogni.

Richiedi campioni gratuiti dei prodotti per attività fisica e intimità

 

Scopri la gamma completa di prodotti di supporto per stomia Brava® e richiedi i tuoi campioni gratuiti.

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Scegliere la sacca stomia in base al tipo di stoma

I corpi sono diversi e lo sono anche i dispositivi per stomia

Avere sempre un dispositivo per stomia che si adatta al tuo profilo corporeo è vitale. Perché non tutti i corpi sono uguali e cambiano in tempo, trovare il prodotto giusto può non essere facile. Coloplast ha vari modi per aiutarti. Trova il prodotto giusto

Dopo un intervento di stomia, il profilo del tuo corpo può cambiare per una serie di motivi. Questi possono includere:

  • Aumento o perdita di peso durante la convalescenza dalla malattia che ha portato all'intervento chirurgico
  • Pieghe o cicatrizzazioni della cute peristomale
  • Sviluppo di ernia collegata allo stoma.

Se il profilo del tuo corpo cambia, è importante accertarti che la sacca per stomia si adatti ancora perfettamente ad esso.

Trova il prodotto giusto

Un'ottima tenuta tra il dispositivo e la cute è essenziale per una buona gestione dello stoma. Se, ad esempio, l'area attorno allo stoma tende a diventare maggiormente rivolta verso l'interno, può essere giunto il momento di passare a un dispositivo con placca convessa. Clicca qui per leggere di più sui prodotti convessi.

Potrebbe anche essere necessario utilizzare accessori aggiuntivi. La guida interattiva online alla scelta degli accessori Brava può aiutare a individuare e risolvere i problemi tipici della stomia, tra cui quelli cutanei.

È sempre una buona idea consultarti con il tuo stomaterapista per sapere come il dispositivo si adatta al tuo corpo e quali accessori potrebbero fare al caso tuo.

Il nostro strumento di autovalutazione online, BodyCheck, ti aiuterà a comprendere il profilo attuale del tuo corpo e se questo sia cambiato in modo significativo. Lo strumento ti fornirà suggerimenti per la scelta dei dispositivi e degli accessori più adatti a te.

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Storie di altri stomizzati

Storie di altri pazienti stomizzati Ci sono migliaia di persone in tutto il mondo che vivono con una stomia. Leggi alcune delle loro storie qui. Leggi i racconti

La mia prima uscita

"La mia prima uscita è stata al bar dell'ospedale con delle persone che mi avevano fatto visita e mia figlia di 14 anni. Mentre eravamo lì, sono andata in bagno, perché avevo necessità di svuotare la sacca. Ricordo una sensazione di vero orgoglio e di essermi resa conto che la mia vita sarebbe continuata dopo l'intervento chirurgico di stomia".
Ann

"Ero molto debole dopo l'intervento, ma già durante il primo mese, ho iniziato a uscire per fare una passeggiata quotidiana per riacquistare la mia mobilità e un senso di benessere".
Samaira

 

La mia prima vacanza

"Sono andata in Turchia quattro mesi dopo l'intervento chirurgico. Mi sono portata una quantità enorme di sacche per stomia di ricambio nel bagaglio a mano (nel caso in cui la mia valigia fosse stata smarrita). Ho indossato un costume intero con un pareo. Il problema più grande è stato sempre dover riattaccare l'adesivo della sacca per stomia dopo la doccia, quando faceva molto caldo e c'era molta umidità".
Ann

"Undici mesi dopo il mio intervento, sono andata in Australia per far visita alla nostra famiglia. Durante il volo non ho avuto alcun problema e il personale di volo ci ha assistiti bene. Ho ordinato una carta di viaggio da Coloplast da portare con noi per spiegare la mia condizione, quindi non abbiamo dovuto aspettare in coda".
Rosemarie

 

Tornare al lavoro

"Sono tornata al lavoro dopo tre mesi. Mi ricordo che ho portato dei vestiti di ricambio in ufficio. Il mio problema più grande erano i rumori imbarazzanti provenienti dalla sacca durante le riunioni".
Ann

"Sono stata in congedo per i primi tre mesi dopo il mio intervento chirurgico per riacquistare le forze. In seguito, ho previsto un ritorno graduale al lavoro e poco a poco ho aumentato l'orario di lavoro, per riprendere l'abitudine. Inizialmente ero molto stanca, quindi è stato un buon modo di tornare al lavoro".
Fiona

"Sono andata in pensione dal mio lavoro di conducente del servizio ambulanza e ora lavoro come volontaria in un servizio di supporto ai malati di cancro, istituito da un mio amico. Offriamo ai malati di cancro trattamenti gradevoli per dare loro una sensazione di benessere".
Hazel

 

Il ritorno alla vita

"Con il tempo, ho capito che la gente non poteva vedere che indossavo una sacca e ho potuto fare tutte le cose che facevo prima dell'intervento chirurgico. Non c'è nessun hobby o attività che non facessi prima che non possa fare ora".
Fiona

"All'inizio è stato molto difficile. Ma con l'aiuto di mio marito e degli amici, me la sono cavata. Ora so sostituire la sacca da sola e fare tutte le cose normali che facevo prima dell'intervento. Qualche volta mi sono persino dimenticata che indossavo una sacca".
Rosemarie

"La cosa principale è tornare a fare le cose che si facevano prima dell'intervento chirurgico. Resta in contatto con lo stomaterapista. So che sono occupati, ma se ti senti giù, cercheranno di aiutarti. Pensa alle cose importanti della tua vita e concentrati su di esse. Partecipa a gruppi di sostegno o abbonati a riviste. Una stomia non deve ostacolare la tua vita, sebbene a volte possa sembrare che sia così, anche dopo un anno".
Samaira

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I rapporti con la famiglia dopo l'intervento di stomia

Dialogo in famiglia dopo l'intervento di stomia

Dialogo in famiglia

Nel momento in cui si torna a casa con la stomia definitiva, se da un lato si chiude un periodo di incertezza e di sofferenze fisiche, dall'altro inizia un percorso di adattamento alla nuova condizione nel quale le difficoltà da affrontare sono di varia natura e anche di ordine psicologico. Dialogo in famiglia

Il cambio della sacca, che nel corso del breve addestramento ospedaliero poteva sembrare l'aspetto meno gravoso della nuova condizione, diventa improvvisamente difficoltoso: la manualità non pienamente acquisita, il senso di pudore e di imbarazzo, gli incidenti di percorso legati alla scelta, non ancora ottimale, del dispositivo più adatto alle proprie esigenze, generano ansia e depressione.

Può succedere che si ponga il problema di una riorganizzazione di alcuni spazi comuni, come la stanza da bagno o la camera da letto, per consentire la necessaria intimità a gesti di accudimento personale che diventeranno abituali.

Non è insolito che lo stomizzato viva la sensazione, particolarmente intensa, di una perdita di controllo sulla propria esistenza. I familiari, dal canto loro, e in particolare il coniuge, attraversano momenti di notevole carico fisico ed emotivo: difficoltà legate alla organizzazione pratica della vita dello stomizzato, alle necessarie iniziali incombenze amministrative, ma soprattutto ansia e impotenza di fronte alle manifestazioni di frustrazione, rabbia o angoscia del loro caro.

Il marito può avere la tentazione di ritirarsi di fronte al problema vissuto dalla sua compagna come davanti a qualcosa per il quale si sente, a torto, impreparato. La donna può vivere con frustrazione la tendenza del coniuge ad isolarsi, a cercare momenti di solitudine e di riflessione che sembrano volerla escludere.

E' necessario che tutti in famiglia siano consapevoli del ruolo positivo che possono avere in questo periodo, ciascuno nelle forme e nei modi che più sono consoni alla sua sensibilità. Presenza affettuosa e discreta, disponibilità all'ascolto e, nello stesso tempo, capacità di condividere i propri stati d'animo con lo stomizzato, sono i modi migliori per mantenere aperto sin dai primi giorni il canale della comunicazione.

Alla ripresa della vita normale non contribuisce però solo la famiglia nel suo insieme, ma anche quella che viene definita la rete del sostegno sociale. Ogni famiglia ha un patrimonio più o meno esteso di amicizie e buone relazioni che, fin dai primi tempi del ritorno a casa, deve essere tenuto vivo, al di là del naturale riserbo.

Amici e conoscenti possono, nelle forme e nei limiti della loro famigliarità, ascoltare nei momenti di sconforto, aiutare nelle incombenze quotidiane, essere una fonte di informazioni, ma soprattutto portare il mondo esterno nella famiglia evitandole pericolose chiusure.

Rosalita Leghissa è laureata in Filosofia e in Psicologia Sociale e da alcuni anni si occupa di problemi di comunicazione in ambito medico sanitario. Ha condotto una ricerca sul vissuto delle persone stomizzate e dei loro familiari. Svolge attività di docenza nella formazione infermieristica sui temi della comunicazione con i pazienti ed i loro familiari.

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Rapporti tra genitori e figli dopo l'intervento di stomia

Genitori e figli

L’irrompere della malattia oncologica sulla scena familiare provoca inevitabili ed improvvisi cambiamenti nella vita di tutti. La necessità dei ricoveri e di terapie lunghe e talvolta dolorose altera i ritmi quotidiani del paziente e dei suoi familiari. Rapporti tra genitori e figli

I programmi e gli obiettivi attorno ai quali era organizzata la vita della famiglia così come l’attività produttiva dei suoi membri possono subire un arresto o un rallentamento. Lavorare o studiare diventa faticoso e si perde la concentrazione, il futuro improvvisamente viene sostituito da un presente che chiede di essere vissuto giorno per giorno.

Inoltre, anche se la prognosi è favorevole al paziente, è inevitabile che l’idea della morte faccia la sua comparsa nei pensieri di tutti, creando vissuti di ansia e depressione Nei figli, in particolare quelli non più bambini e non ancora pienamente adulti, possono comparire reazioni a prima vista assurde.

Non è raro che nei confronti del genitore malato si manifestino comportamenti aggressivi, di indifferenza e distacco o addirittura di allontanamento, oppure disturbi dell’umore, del sonno, dell’alimentazione. Queste reazioni, che ai genitori appaiono incomprensibili e dolorose e nei figli provocano angosciosi sensi di colpa, hanno in realtà motivazioni profonde.

Il figlio è stupito e deluso per l’improvvisa debolezza del genitore che magari era stato attivo e presente fino a poco tempo prima. Si sente spaventato, ansioso, per la prima volta esposto alla realtà della vita, prova risentimento per chi ammalandosi lo priva della sicurezza e destabilizza la famiglia. Questo temporaneo, apparente distacco affettivo è in realtà un modo per difendersi da una angoscia che il figlio avverte come insopportabile.

Può anche verificarsi l’opposto e cioè che i familiari, per soffocare i sensi di colpa legati ai sentimenti contrastanti che provano, soffochino il paziente con eccessive premure che lo fanno sentire inutile e più “malato” di quanto non sia. In questi casi è opportuno che tutti i membri della famiglia imparino ad esprimere liberamente paure, preoccupazioni, ma anche emozioni negative come la rabbia e il risentimento, senza vergognarsene perché rappresentano una fase naturale nel processo di adattamento della famiglia alla situazione di crisi determinata dalla malattia oncologica.

Articolo a cura di Rosalita Leghissa, laureata in Filosofia e in Psicologia Sociale che da alcuni anni si occupa di problemi di comunicazione in ambito medico sanitario. Ha condotto una ricerca sul vissuto delle persone stomizzate e dei loro familiari. Svolge attività di docenza nella formazione infermieristica sui temi della comunicazione con i pazienti ed i loro familiari.

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Il ruolo del coniuge dopo l'intervento di stomia

Il ruolo del coniuge dopo l'intervento di stomia

Al ritorno a casa, dopo l’intervento, pazienti e coniugi possono trovarsi ad affrontare i primi, normali problemi di gestione dello stoma senza conoscere i prodotti e le possibili soluzioni e può succedere che non esistano nelle vicinanze strutture sanitarie in grado di consigliare e supportare in questa fase. Il ruolo del coniuge

Tutto ciò provoca nel congiunto, non meno che nello stomizzato, un profondo senso di impotenza e solitudine.

A questo impatto iniziale si aggiungono i problemi legati al percorso di adattamento allo stoma che ogni stomizzato affronta con strategie personali (isolamento, rinuncia alle relazioni sociali, fuga dalla realtà, fino alla naturale accettazione della nuova condizione e al recupero della serenità). Questo percorso inevitabilmente coinvolge il coniuge, in un alternarsi di sentimenti a volte faticoso e stressante.

Spesso gli stomizzati esprimono il desiderio di riorganizzare la propria vita, cercano spazi personali, manifestano la necessità di momenti di solitudine e riflessione. Questo atteggiamento, del tutto normale, può essere vissuto dalla compagna o dal compagno come una esclusione della intimità dalla vita di coppia e possono attivarsi conflitti innescati dalla stanchezza e dalla esasperazione.

Può succedere, all’opposto, che lo stomizzato si rifugi in una condizione di dipendenza eccessiva dal coniuge (un atteggiamento prevalentemente maschile) al quale viene delegato il compito della gestione sanitaria dello stoma.

A questo proposito qualche tempo fa una signora mi ha raccontato la sua esperienza con il marito: “Quando mi sono accorta che si stava lasciando andare, che si appoggiava troppo a me sono stata severa, l'ho stimolato a far da solo. A volte è più facile aiutarli, ma non si fa il loro bene”. In questo caso la moglie ha reagito in modo appropriato.

Sarebbe stato sbagliato farsi cogliere dalla sindrome del “se non lo curo io è perduto”: il senso di indispensabilità può rivelarsi pericoloso per la salute e la stabilità psicologica del congiunto, le cui energie non devono esaurirsi in una assistenza che allontana il recupero della autonomia.

Questi due estremi hanno nella realtà infinite sfumature, ma ciò che emerge con chiarezza è che il coniuge dello stomizzato si trova ad affrontare nei primi tempi un percorso difficile, impegnativo e talvolta solitario, con la certezza tuttavia di avere un ruolo fondamentale nel recuperare una vita di coppia normale e serena.

C’è una riflessione offertami da una moglie che mi pare fondamentale riportare in chiusura: “Noi contiamo molto, se non accettiamo noi lo stoma non lo accettano neanche loro”.

Articolo a cura di Rosalita Leghissa, laureata in Filosofia e in Psicologia Sociale che da alcuni anni si occupa di problemi di comunicazione in ambito medico sanitario. Ha condotto una ricerca sul vissuto delle persone stomizzate e dei loro familiari. Svolge attività di docenza nella formazione infermieristica sui temi della comunicazione con i pazienti ed i loro familiari.

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Consigli di viaggio per il paziente stomizzato

Consigli di viaggio per il paziente stomizzato

Avere una stomia non ti impedisce di viaggiare. Scopri alcuni suggerimenti ed accorgimenti utili se desideri andare fuori casa. Cose da sapere prima e durante il viaggio

Vacanze e viaggi

Avere una stomia non ti impedisce di viaggiare. Tuttavia, potrebbe essere necessario un pò di tempo per adattarsi ad avere una stomia e sentirsi pronti a viaggiare. Inizia facendo brevi viaggi per vedere come ti trovi.
Che si viaggi in auto, nave, treno o aereo, è importante essere ben preparati. Prepara una borsetta da viaggio con il necessario per il ricambio e porta una scorta sufficiente di sacche aggiuntive ed eventuali altre forniture che potrebbero esserti necessarie.

Viaggio in aereo

Se viaggi in aereo, assicurati di avere con te una fornitura sufficiente a disposizione durante il volo e per tutta la durata del viaggio, oltre a scorte aggiuntive per ogni evenienza. Suddividi le forniture in borse diverse nel caso in cui il bagaglio vada perduto o il volo sia in ritardo. Non dimenticare che le forbici non sono ammesse nel bagaglio a mano, quindi taglia tutte le placche a misura prima di viaggiare in aereo.
Non preoccuparti per l'espansione della sacca dovuta alla variazione di pressione in cabina. Le sacche per stomia sono state progettate e testate per resistere alle variazioni di pressione.

Viaggiare all'estero

Prima di viaggiare all'estero, controlla la tua polizza assicurativa di viaggio per verificare la modalità e i termini di copertura per la tua condizione mentre sei in viaggio.
Nei climi più caldi, è possibile che si sudi di più e quindi si abbia bisogno di sostituire la sacca con maggiore frequenza. Accertati sempre che la cute sia completamente asciutta prima di applicare una nuova sacca, così da garantire che si adatti perfettamente e saldamente alla cute. Se necessario, utilizza un asciugacapelli per asciugare l'area circostante, facendo tuttavia attenzione a non usare un'impostazione del calore troppo elevata.
È possibile anche che vi sia un rischio maggiore di diarrea o disidratazione. Bevi molta acqua e porta con te una scorta di bustine reidratanti e farmaci per il trattamento della diarrea, per ogni evenienza.
Una volta che sei in vacanza, ricordati che puoi ancora svolgere tutte le stesse attività che facevi prima, rilassati e divertirti.

Suggerimenti per le vacanze

  • conservare le sacche per stoma in un luogo fresco.
  • Usare l'acqua potabile in bottiglia per sostituire la sacca quando si è in giro.
  • Applicare la crema solare solo dopo avere indossato la sacca, poiché le creme possono ridurre l'adesività del presidio.
  • Sigillare e svuotare le sacche usate e smaltirle con i rifiuti normali.
  • Se ci si sente un pò a disagio a lasciare le sacche nella propria camera d'albergo, usare i contenitori dei rifiuti pubblici.
  • Prima di partire per le vacanze, informarsi su dove è possibile ricevere assistenza sanitaria professionale nel luogo di destinazione, per ogni evenienza.
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la vita quotidiana con una stomia

La vita quotidiana con una stomia

Dopo il ricovero successivo all'intervento chirurgico, ti troverai ad adattarti alla vita con la stomia. Qui troverai alcuni accorgimenti - da sport a dieta, ma anche relazioni sociali e vita intima - che ti aiuteranno ad iniziare a vivere nuovamente. Adeguarsi alla vita con una stomia

Sport

L'attività fisica fa bene a tutti. Che cosa puoi fare ora realmente dipende solo da ciò che facevi prima. Nuotare e camminare sono entrambi ottimi modi a basso impatto per mantenerti in forma e mantenere alti i livelli di energia. Basta ricordare che riprendere a fare sport deve essere un processo graduale. Parlane con il tuo stomaterapista per un consiglio su come ridurre il rischio di incorrere in un'ernia.

Suggerimenti sui costumi da bagno:

  • prova prima di acquistare. È disponibile un costume da bagno specializzato, ma non dovrebbe essere necessario.
Per le donne
  • Un costume intero con dettagli o disegni che possono aiutare a mascherare la sacca per stomia.
  • Costumi da bagno con una fascia lungo lo stomaco possono fornire un sostegno supplementare.
  • I parei sono fantastici per coprirsi in spiaggia.
Per gli uomini
  • Un costume da bagno a slip multistrato in licra o materiale stretch indossato sotto i pantaloncini aiuterà a mantenere  in posizione la sacca per stomia.

Suggerimenti per prendere il sole:

  • applicare la crema solare solo dopo avere indossato la sacca, poiché le creme possono ridurre l'adesività del presidio.

Dieta

Non è necessario seguire una dieta speciale, ma come per chiunque altro, alcuni alimenti possono causare la formazione di aria o semplicemente non essere adatti a te.
Se pensi che un particolare alimento sia causa di problemi, prova a escluderlo per un pò per poi reintrodurlo nella tua dieta in un secondo momento. Se eseguirai questa operazione tre volte con qualsiasi alimento sospetto, saprai se è davvero causa di un problema.
Masticare il cibo molto bene prima di deglutire aiuta la digestione. Inoltre, le compresse di carbone acquistabili in farmacia possono contribuire a evitare la formazione di aria, come anche il tè alla menta e al finocchio. Anche lo yogurt e le bevande allo yogurt possono essere un aiuto per alcune persone.
Tra gli alimenti che possono causare la formazione di aria vi sono broccoli, cavolfiori, cavoli, spinaci, fagiolini (verdi e stufati), cipolle, aglio, cavolini di Bruxelles, cetrioli, mais e piselli.

Bevande

Come prima dell'intervento, la quantità di liquidi ingerita influenzerà la consistenza del materiale in uscita. È molto soggettivo, ma molte persone trovano che le bevande gassate e la birra tendano a causare la formazione di aria. Acqua, spremute e succhi di frutta sono migliori di tè e caffè, che possono essere causa di disidratazione. Per quanto riguarda l'alcol, è ancora possibile bere una bevanda alcolica, purché non interferisca con alcun farmaco. Parlane con il medico o lo stomaterapista se hai qualche timore.

Stitichezza

Se si soffre di stitichezza, adattare la propria dieta costituirà un aiuto. Ognuno è diverso, pertanto ognuno sa ciò che è normale per sé. Se si espelle aria, lo stoma funziona. Aumentare l'assunzione di liquidi ti aiuterà a superare la stitichezza, ma se avverti qualsiasi disagio o problema, contatta il tuo stomaterapista o medico. Se non si evacua da 3-4 giorni, potrebbero suggerire un lassativo.

Diarrea

Di tanto in tanto, come accade a tutti, potresti soffrire di un attacco di diarrea o feci molli. Non c'è da preoccuparsi troppo per questo. Un episodio occasionale di diarrea può essere causato da qualcosa che si è mangiato e spesso si risolve da solo. Tuttavia, tre o più attacchi di diarrea consecutivi sono motivo di preoccupazione, in quanto si rischia di disidratarsi. A questo punto, è bene consultare il proprio stomaterapista.

Mangiare fuori

Una volta che avrai un quadro più preciso dei tipi di alimenti più adatti a te, non c'è alcun motivo per non mangiare fuori.
Inizia con un ristorante familiare e consuma piatti semplici, come ad esempio una pizza. Al momento dell'ordinazione, non c'è bisogno di essere troppo cauti, basta usare un po' di buon senso. Ordina ciò che desideri, ma sii consapevole che gli alimenti più pesanti e le salse possono causare qualche problema.
Se sei preoccupato su alcuni cibi in particolare, prima provali a casa, in modo da sapere come reagirà il tuo organismo e poi aggiungili alla tua dieta gradualmente.
Se normalmente a casa bevi una bevanda alcolica, inizia con un formato più piccolo del solito, come ad esempio una birra piccola invece di una grande. In questo modo aiuterai il tuo organismo a ricostituire il livello di tolleranza all'alcol.

Rapporti sociali

Che si tratti di bere qualcosa al tuo solito bar, una cena fuori con il/la partner o uscire con gli amici, niente dovrebbe impedire di goderti tutti gli eventi sociali cui prendevi parte solitamente prima dell'intervento.
Potrebbe essere utile fissare piccoli obiettivi per iniziare. Magari qualcosa di semplice, come usare un bagno pubblico per la prima volta, entrare in un ristorante, fare visita a un parente o pianificare una giornata lontano da casa. In poco tempo, penserai a prenotare una vacanza o, perché no, ad andare a ballare.
Quando si incontrano persone nuove, non c'è bisogno di parlare con loro della tua condizione, a meno che non ti senta a tuo agio a farlo. La decisione spetta interamente a te.

Relazioni intime

Sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento può influenzare il modo di guardare e sentire il proprio corpo. Prova e accetta che ci vorrà del tempo per adattarsi. Non si tratta soltanto dello stoma, ma di tutto il tuo corpo.
L'attività sessuale non espone al rischio di danneggiare lo stoma e la maggior parte delle persone è in grado di riprendere una regolare vita sessuale. È naturale sentirsi nervosi, perciò fai solo ciò che ti fa sentire tranquillo, prenditi il ​tempo necessario e parlarne con il/la tuo/a partner.
Sono disponibili piccole sacche per stomia che possono essere utilizzate durante i momenti di intimità. Contatta il servizio clienti per ricevere dei campioni gratuiti.

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parlare con gli altri della propria stomia intestino

A chi e che cosa dire della propria stomia

Subito dopo l'intervento, una delle domande più importanti potrebbe essere: come e a chi posso parlare della mia stomia? Sei soltanto tu a decidere a chi parlare e cosa raccontare, ma condividere le tue esperienze può essere di grande aiuto nel periodo di dopo l'intervento. A chi dirlo?

Qualunque cosa tu decida di fare, la cosa più importante è che tu ti senta a tuo agio con la tua decisione. Potresti spiegare di avere subito un importante intervento chirurgico a causa di una grave malattia e di indossare ora una sacca per stomia. Questo spesso lascia spazio a poche altre domande e le persone vedranno che hai un atteggiamento diretto nei confronti della tua condizione.

Parla con il tuo responsabile e valuta le tue possibilità al più presto possibile. Potrebbe essere possibile scegliere un lavoro part-time; questo sarebbe particolarmente utile al ritorno, perché potresti sentire ancora la stanchezza ed il bisogno di tempo aggiuntivo per abituarti agli nuovi modi di vivere.

Fai un tentativo

Qualche settimana prima di tornare, fai alcune prove dove ti vesti e fai il piano della giornata come fossi andando al lavoro. Pensa alla tua dieta e a quando e quante volte al giorno potresti avere bisogno di cambiare o svuotare la sacca. Questo ti aiuterà a creare abitudini e pianificare la tua giornata. Il vantaggio più importante è che ti sentirai preparato.

Suggerimenti

  • Parla con il tuo responsabile al più presto possibile
  • Se possibile, aumenta gradualmente il numero di ore lavorative
  • Verifica le agevolazioni/facilità disponibili al lavoro
  • Imballa una piccola sacca di ricambio che puoi portare discretamente in bagno
  • Fai delle prove prima di iniziare il lavoro, pensando alla dieta, i vestiti ecc.
  • Se la tua azienda ti offre una copertura assicurativa, verifica se le tue condizioni influiscono sulla polizza.

Famiglia e amici

Essere aperti e onesti con le persone più vicine può aiutarti a tornare alla vita che conducevi prima dell'intervento di stomia. Inizialmente, è importante che le persone più vicine comprendano che, anche se sei tornato a casa, il recupero da un importante intervento chirurgico richiede tempo.

Bambini

Se hai bambini piccoli o nipotini potresti pensare che sono troppo piccoli per capire. Tuttavia, i bambini tendono ad affrontare bene la situazione se vengono fornite loro le informazioni necessarie in modo semplice. I bambini spesso scoprono ciò che viene mantenuto loro segreto e nascondere loro la verità a volte può far loro pensare che una situazione sia più grave di quanto non sia realmente.

Al lavoro

Molte persone sono preoccupate di parlarne con i colleghi di lavoro. E proprio come con la famiglia e gli amici, con chi parlarne e che cosa dire spetta interamente a te. Tuttavia, di solito è consigliabile far sì che almeno una persona sappia che hai una stomia. In questo modo, nel caso in cui sorgano problemi o questioni, avrai qualcuno con cui parlarne.

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Dopo l'intervento di stomia: con l'auto-aiuto non si è mai soli

Con l'auto-aiuto non si è mai soli

“Quando si viene operati si ha la tendenza a pensare che una cosa simile sia successa solo a noi. E’ difficile ritrovare l’equilibrio". L’importanza del contatto con altri stomizzati

“Quando si viene operati si ha la tendenza a pensare che una cosa simile sia successa solo a noi. E’ difficile ritrovare l’equilibrio, ci si barcamena tra continui alti e bassi. Ma quando si trova qualcuno che ha lo stesso problema, con cui si può parlare e confrontarsi ci si tranquillizza, si diventa più sereni e si affrontano i problemi con più ottimismo.”

Le parole che qui sopra riportate sono state pronunciate da un paziente stomizzato che, come molti altri con cui abbiamo avuto occasione di parlare, ha sperimentato in prima persona l’importanza del contatto con altri stomizzati nel percorso di adattamento alla nuova condizione.

L’incontro con altri portatori di stoma può nascere in maniera spontanea, per esempio all’interno della struttura ospedaliera che si frequenta per le visite di controllo e proseguire poi fuori, nella vita di tutti i giorni. Oppure può avvenire in maniera più strutturata, all’interno di quelli che vengono chiamati gruppi di auto aiuto.

I gruppi di auto aiuto sono aggregazioni spontanee di persone toccate dallo stesso problema di salute o esistenziale che si trovano periodicamente per parlare delle proprie difficoltà e confrontare le proprie esperienze. I benefici che derivano dall’incontro con altri stomizzati sono numerosi e meritano di essere elencati.

Chi frequenta un gruppo di auto aiuto di fatto appartiene ad un piccolo sistema sociale che funziona sulla base del principio della disponibilità ad accogliere e ad ascoltare i problemi altrui. La possibilità di esprimere in gruppo emozioni negative e timori contribuisce a ridimensionarli, a renderli meno capaci di togliere la serenità.

D’altro canto discutere le proprie esperienze e difficoltà, dare consigli e riceverne, da un lato fa nascere la sensazione di essere nello stesso tempo utili a se stessi e agli alti, dall’altro mette a disposizione di tutti i partecipanti un sapere concreto che è diverso, ma non meno importante delle preziose informazioni che si possono avere dagli operatori sanitari o ricavare dai libri. Il sostegno affettivo ed informativo che si dà e si riceve all’interno del gruppo crea una positiva circolarità: ognuno lavora su se stesso e sulle proprie difficoltà nello stesso tempo in cui si sforza di risolvere con l’aiuto della propria esperienza un problema comune.

La condivisione dei problemi e la consapevolezza di non essere soli a gestire una situazione che spesso nelle fasi iniziali è totalmente nuova ed ansiogena, aiuta a sviluppare la sensazione di avere un maggior controllo sulla propria vita e stimola positivamente le forze interiori di ciascuno, favorendo una più rapida ripresa dell’efficienza fisica.

L’essere gruppo infine, è utile a prendere coscienza dei propri diritti di stomizzati e aiuta ad interfacciarsi con le strutture pubbliche che a questi diritti devono dare una risposta positiva.

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Tornare al lavoro dopo l'intervento di stomia

Tornare al lavoro dopo l'intervento chirurgico di stomia

Dopo l'intervento chirurgico, è naturale voler tornare alla vita di tutti i giorni non appena possibile. Tornare al lavoro può essere uno di questi desideri e, con un pò di pianificazione, non c'è alcuna ragione per cui non dovrebbe essere possibile. Tornare al lavoro dopo l'intervento di stomia

Pensare al domani

Dopo l'intervento chirurgico, per la maggior parte delle persone è assolutamente possibile ritornare al lavoro. Ma quando e come ciò possa avvenire, in realtà, dipende da come ti senti, dal tipo di lavoro che svolgi e dall'intervento di stomia che hai eseguito.
Parlane con il tuo datore di lavoro e discuti le eventuali opzioni il prima possibile. Potrebbe essere possibile tornare al lavoro con un orario part-time; questo potrebbe essere particolarmente utile al rientro, poiché potresti avvertire ancora una certa stanchezza e avere bisogno di tempo per abituarti alla nuova routine.

Esercitarsi

Poche settimane prima di rientrare al lavoro, fai un paio di prove generali vestendoti e pianificando la tua giornata, come se stessi andando a lavorare. Pensa alla tua dieta, così come a quando e a quante volte al giorno potrebbe essere necessario sostituire o svuotare la sacca. Questo ti aiuterà a stabilire la routine e a pianificare la tua giornata di conseguenza. Ma ancora più importante, ti farà sentire pronto.

Suggerimenti

  • Parlane con il tuo datore di lavoro il prima possibile
  • Se possibile, aumenta le ore di lavoro gradualmente
  • Controlla gli spogliatoi a disposizione sul luogo di lavoro
  • Prepara una borsetta con il necessario per il cambio che puoi portare con discrezione in bagno
  • Fai delle prove prima di iniziare il lavoro, pensa alla dieta, all'abbigliamento, ecc.
  • Se la tua azienda prevede un'assicurazione sanitaria, verifica se la tua condizione influisce sui termini generali.
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Quali sono le esigenze di uno stomizzato nell’immediato post-operatorio?

E ora che sono stato operato?

Consigli per il periodo immediatamente successivo all'intervento di stomia. Esigenze immediate. Le figure più importanti. Quali informazioni sono necessarie e fondamentali per lo stomizzato in questo momento. Le esigenze post-operatori di uno stomizzato

Quali sono le esigenze di uno stomizzato nell’immediato post-operatorio?

Dopo l’operazione ogni stomizzato sa di avere sconfitto una malattia altrimenti incurabile, ma inevitabilmente confronta il ricordo del proprio corpo con le attuali condizioni. Spesso si sente impotente e smarrito per l’impossibilità di gestire come prima il controllo delle normali funzioni evacuative. Eppure, anche se all’inizio può sembrare impossibile, con la conoscenza e la pratica, prendersi cura del proprio stoma diverrà presto un’abitudine, non diversa dalle normali cure che prestiamo quotidianamente al nostro corpo; la sofferenza e il disagio dei primi giorni saranno solo un vago ricordo.

Quali sono le figure più importanti in questo momento?

Sicuramente lo stomaterapista svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare l’uso e la corretta applicazione dei dispositivi di raccolta; la sua esperienza è preziosa nel consigliare il tipo di presidio più adatto a ciascun paziente, il più comodo e sicuro. Nei primi tempi, un’assistenza qualificata è perciò indispensabile per imparare a prendersi cura di sé stessi, perché si è deboli fisicamente e moralmente ed è fondamentale essere supportati nei primi passi verso l’autonomia. In questa prima fase è molto utile potere avere al proprio fianco un familiare, perché possa seguire insieme al portatore di stomia le spiegazioni e le informazioni che il personale specializzato fornisce abitualmente. Ciò non è solo di conforto, ma facilita molto la comprensione delle nuove esigenze e quindi il reinserimento nell’ambiente familiare.

Che tipologia di informazioni sono necessarie e fondamentali per lo stomizzato in questo momento?

Certamente tutte le informazioni relative all’intervento, all’uso e al tipo di prodotti di cui può disporre, alla rimborsabilità degli ausili, senza dimenticare i consigli pratici in tema di alimentazione.

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Tornando a casa dopo l'intervento di stomia

Tornando a casa, per una vita normale

Il ritorno a casa è un momento delicato per lo stomizzato e la sua famiglia che si trovano ad affrontare il percorso di adattamento alla nuova condizione spesso lontano dall’ospedale nel quale sono stati curati, assistiti e hanno ricevuto le prime fondamentali informazioni. Tornando a casa dopo l'intervento di stomia

Ogni individuo ha una sua specifica struttura emozionale, legata al suo sesso, alla sua età, alla sua religione e cultura e allo stile di vita che conduceva prima dell’intervento: ognuno quindi reagisce in maniera diversa ai problemi posti dalla stomia. Ma tutti senza esclusione, lo stomizzato e i suoi congiunti, vivono un periodo iniziale in cui si manifestano interrogativi, dubbi, perplessità di ogni genere, che solo in parte la realtà ospedaliera è riuscita a risolvere nel breve periodo dell’addestramento predimissione.

Sono le grandi domande che riguardano la possibilità di riprendere una vita normale, il recupero dell’intimità con il coniuge, la possibilità di svolgere una attività lavorativa, di viaggiare e divertirsi come prima, ma anche i piccoli interrogativi che, magari per imbarazzo, spesso si evita di esternare.

Grandi e piccoli quesiti, talvolta delicati e intimi, che tuttavia in nessun caso è lecito trascurare o sottovalutare: non si deve infatti rinunciare a porre a chi ci può aiutare nessuna domanda, per quanto ci sembri banale, sciocca o imbarazzante.

Tenersi tutto dentro, raccogliere qua e là brandelli di informazioni, può essere dannoso e fuorviante. È chiaro infatti che le informazioni in questa fase specifica assumono un valore fondamentale: la loro qualità, abbondanza e chiarezza creeranno i migliori presupposti per la riabilitazione.

Per le domande più generali esistono opuscoli seri e professionali in grado di fornire le prime più importanti informazioni, ma è chiaro che il desiderio di sapere e gli interrogativi saranno probabilmente solo in parte soddisfatti da questi pur importanti strumenti.

Sarà cruciale allora il ruolo dello stomaterapista, non solo per quello che riguarda i consigli e le soluzioni per eventuali problemi posti dalla gestione dello stoma, per la scelta del presidio più utile al caso specifico, per la progettazione del programma riabilitativo più adatta, ma anche, e non meno, per la sua capacità di dare risposte di carattere esistenziale e psicologico. Potremmo chiedere al nostro stomaterapista anche di organizzare un incontro con uno o più stomizzati, compagni di strada che ci potranno offrire un diverso ed egualmente importante punto di vista: il confronto con chi la stomia la vive da paziente e non da operatore sanitario.

Approfittiamo con serenità e senza falsi pudori della esperienza di questi amici, apriamoci con fiducia. Chi ha affrontato con successo un cammino impegnativo sarà felice di offrire ad altri l’aiuto della sua esperienza.

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Approfondimenti per gli urostomizzati

Il ritorno a casa dopo l'intervento di urostomia

Urostomia: il ritorno a casa

Il processo assistenziale, che ha come obiettivo il recupero dell'autonomia del paziente, inizia fin dall'immediata fase post-operatoria, momento in cui è fondamentale aiutare la persona a reagire alle limitazioni ed a organizzare la vita mantenendo il più possibile abitudini e l'indipendenza. Il ritorno a casa dopo l'intervento di urostomia

Essenziale è il perseguimento di precisi obiettivi, quali l'accettazione della stomia da parte del paziente ed il controllo della stessa.

Lo stoma è un nuovo organo e necessita della stessa cura ed attenzione destinata alle altre parti del corpo. Anche i gesti adottati normalmente per detergere e lavare la cute e gli orifizi naturali sono gli stessi che devono essere adottati nella pulizia quotidiana dello stoma: preferibilmente con l'aiuto di una spugna morbida monouso e/o pannocarta, acqua tiepida e sapone leggermente acido.

E' bene detergere accuratamente la zona peristomale, così come è molto importante asciugare bene la cute, tamponando senza sfregare, prima di applicare il dispositivo di raccolta. E' inoltre necessario spiegare al portatore di stomia che non deve utilizzare mai detergenti come alcool, benzina, etere e trielina, che sono molto irritanti e dannosi per la cute. In caso di presenza di tutore all'interno dello stoma, porre particolare attenzione nella sostituzione del presidio contenitivo, in quanto una manovra errata potrebbe rimuovere accidentalmente il tutore.

Una volta eseguita l'igiene della zona peristomale, il paziente è pronto per l'applicazione del dispositivo di raccolta (placca e sacca). La scelta del dispositivo più adatto è molto importante per il benessere del paziente urostomizzato ed è fondamentale che venga scelto con cura in quanto ogni dispositivo è specifico rispetto ai diversi bisogni della persona.

I sistemi in commercio possono essere monopezzo (placca e sacchetto costituiscono un unico prodotto) o a due pezzi (placca e sacca sono separate). Il cambio del monopezzo avviene quotidianamente mentre per il sistema a due pezzi è fortemente consigliato un cambio quotidiano del sacchetto mentre la placca dovrà essere sostituita a giorni alterni.

La placca è a base idrocolloidale mentre la sacca è corredata da un rubinetto di scarico e da una valvola antireflusso. E' libera scelta dell'urostomizzato adottare uno dei due dispositivi di raccolta.

Per il soggetto portatore di urostomia l'alimentazione rappresenta uno dei momenti fondamentali della sua riabilitazione, ed è caratterizzato dalla ricerca di un nuovo equilibrio nutrizionale. Dopo l'intervento chirurgico, la rieducazione alimentare riguarda principalmente due fasi: quella ospedaliera e quella domiciliare in cui la funzione intestinale si è ormai regolarizzata. Per la persona urostomizzata l'alimentazione ha come obiettivo il raggiungimento del peso forma e l'apporto adeguato di liquidi. La quantità di liquidi introdotti durante la giornata deve essere di almeno due litri per permettere una buona funzionalità renale e per fluidificare la normale presenza di muco.

Il muco è una caratteristica costante delle derivazioni urinarie secondo Bricker, in quanto in questo genere di intervento si utilizza un tratto intestinale come condotto. Qualora le urine fossero male odoranti ed avessero cambiato colore diventando rosse, marrone scuro, biancastre e dense è opportuna consultare quanto prima lo stomaterapista di riferimento o il proprio medico curante. All'atto della dimissione è importante informare la persona ed i suoi familiari sugli aspetti burocratici necessari ad ottenere il materiale protesico; consigliando a chi rivolgersi e quale documentazione produrre al fine di ottenere gratuitamente il presidio più idoneo.

I Centri di Riabilitazione e gli operatori sanitari rimangono sempre il punto di riferimento a cui lo stomizzato deve rivolgersi per qualsiasi dubbio o necessità.

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Urostomia: la scelta del prodotto ideale

Urostomia: la scelta del prodotto ideale

Nei casi di urostomia, a chi è più indicato il prodotto a un solo pezzo? A chi quello a due pezzi? Ne parliamo con Rosa Lagreca, enterostomista, caposala dell’Unità operativa di Urologia universitaria – Policlinico di Bari. Scegliere il prodotto ideale per urostomia

Signora Lagreca, quali sono i problemi più frequenti per chi ha un’urostomia?

Una premessa: innanzitutto non bisogna mai minimizzare, al paziente non va mai detto "non è niente", perché così non è. Oltre alla stomia, che è "il problema", due sono gli aspetti principali: la sacca, che deve essere idonea, e poi la sicurezza. Il timore più frequente infatti, per i pazienti stomizzati, è che la sacca si rompa. La sicurezza che ciò non accada è quindi fondamentale, e per questo quei prodotti che hanno un sistema di chiusura con il "clic" contribuiscono a rendere più sicuro e tranquillo il paziente.

Ci sono poi altri aspetti, per esempio la placca, che non deve creare problemi alla cute.

Qual è la particolarità di un sistema in cui la sacca ha diversi canali di raccolta dell’urina?

La caratteristica della sacca con “più canali di distribuzione” può essere, mono o due pezzi; la caratteristica principale che i pazienti apprezzano è che la sacca non si gonfia, perché la struttura interna, a canali, è tale da permettere all’urina di distribuirsi, diminuendo in modo importante anche i rumori. Questo è fondamentale soprattutto per chi conduce una vita particolarmente attiva. Ma c’è un altro vantaggio, ed è quello del rubinetto di scarico, che si ripiega e viene messo in una tasca all’interno della sacca stessa. In questo modo, non dà fastidio alcuno al paziente.

A chi è più indicato il sistema a un pezzo? A chi quello a due pezzi?

Il monopezzo è preferito soprattutto dalle persone giovani, che lo possono cambiare anche ogni giorno. Il due pezzi è consigliabile invece per tutte quelle persone che hanno bisogno di un caregiver (che sia la moglie, i figli, un parente), e cioè di un supporto per cambiare tutto.

Il due pezzi può essere tenuto anche 2-3 giorni, prima di essere sostituito; utilizzare questa soluzione garantisce una migliore qualità di vita sia al paziente, che non è costretto a dipendere tutti i giorni da un’altra persona per sostituire il prodotto, sia al caregiver, che non deve svolgere quest’impegno quotidianamente.

Cosa bisogna fare nel caso in cui la placca si stacchi?

Prima di tutto, occorre capire perché è accaduto: magari il prodotto è stato indossato su una zona umida, oppure può essere insorta una dermatite. La placca può essersi staccata anche a causa di una laparocele, cioè di un’ernia che si forma sulla stomia. Oppure, può essersi verificato un affossamento della stomia. Può capitare che la placca si stacchi una volta soltanto, ma se la cosa si ripete bisogna assolutamente controllare la stomia.

Intervista a cura di Chiara Vergano, tratto da "Informablu".

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L'irrigazione della colostomia

Prodotti per l'irrigazione della colostomia

Cos'è l'irrigazione?

L’irrigazione è un metodo che consente al portatore di colostomia sinistra di controllare lo svuotamento dell’intestino e contemporaneamente eliminare cattivi odori, rumori e flatulenze. Questo significa riacquistare più rapidamente libertà e comfort nella vita di tutti i giorni. L'irrigazione della colostomia

Tramite l’irrigazione si introduce una modesta quantità di acqua tiepida nel colon, attraverso lo stoma e ciò consente, col tempo, di ricreare un ritmo nelle evacuazioni.

Il metodo dell’irrigazione è molto semplice: da un contenitore apposito si lascia defluire nello stoma acqua a temperatura corporea, riempiendo buona parte del colon. In questo modo, con lo stimolo dell’acqua il colon si contrae naturalmente, causando lo svuotamento.

L’apprendimento del metodo avviene in ospedale o presso il centro di riabilitazione; in seguito potrà essere eseguito tranquillamente a casa, e presto diventerà una routine.

Se è eseguita nel modo corretto, l’irrigazione è una pratica priva di rischi.

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L'irrigazione della colostomia

L'irrigazione della stomia

"Proprio sfruttando questa funzione di serbatoio del colon e la sua ritmicità, è stata già da tempo ideata la tecnica della “irrigazione” che ha letteralmente rivoluzionato la vita del colostomizzato". Ll'irrigazione per gli colostomizzati

Dopo un intervento chirurgico con resezione di parti del colon o del retto, talvolta è necessario confezionare una colostomia che può essere temporanea o definitiva. Fortunatamente, al giorno d’oggi le colostomie definitive sinistre sono notevolmente diminuite in virtù di diagnosi sempre più precoci, di cure sempre più efficaci e di tecniche chirurgiche sempre più avanzate e meno invasive. Molto spesso si riesce quindi a conservare l’apparato sfinteriale dell’ano che è fondamentale per garantire la continenza sia delle feci che dei gas.

Tuttavia, anche nei casi in cui il chirurgo è obbligato a praticare una stomia, esistono delle tecniche riabilitative che possono limitare gli inconvenienti ad essa legati. È risaputo che - a differenza dell’ileostomia, dove le feci vengono emesse in continuazione e si presentano piuttosto liquide e corrosive per l’elevato contenuto idrico e per la presenza di sostanze digestive ancora attive - nella colostomia le feci sono più formate ed hanno una consistenza semisolida. Nel colon infatti avviene un progressivo riassorbimento di acqua e, grazie alla sua specifica attività motoria, esso può fungere da serbatoio contenendo le feci e dando un certo ritmo alle evacuazioni.

Ora, malgrado una colostomia sinistra comporti inevitabilmente una incontinenza, a distanza dall’intervento si osserva un certo adattamento del colon: le feci non vengono emesse continuamente, ma seguono un certo ritmo. Proprio sfruttando questa funzione di serbatoio del colon e la sua ritmicità, è stata già da tempo ideata la tecnica della “irrigazione” che ha letteralmente rivoluzionato la vita del colostomizzato.

Trattasi in verità di una metodica molto semplice, che viene praticata con successo da oltre 50 anni, e che consiste in un lavaggio periodico del colon con acqua tiepida. Se l’irrigazione viene associata ad una dieta povera di scorie, i risultati sono davvero eccellenti e lo stomizzato può avere 24-48 ore di relativa continenza, il che significa che la sacca tradizionale può essere quasi abolita ed al suo posto possono essere utilizzare delle mini sacche o, in qualche caso, una semplice copertura di protezione. Purtroppo questo metodo quasi miracoloso e di grande efficacia si può applicare solo alle stomie poste sul colon sinistro e qualche volta a quelle sul trasverso.

Per praticare l’irrigazione è necessario utilizzare un kit che viene fornito da tutte le ditte che producono presidi per stomie e che contiene un cono morbido collegato con un tubo flessibile (munito di valvola di erogazione) ad un recipiente di plastica graduato nel quale si introducono circa 800 ml. di acqua tiepida. Una sacca lunga di plastica munita di due aperture viene applicata alla cute peristomale. Attraverso l’apertura superiore si introduce delicatamente il cono lubrificato nella stomia e, regolando il flusso dell’acqua con la valvola, si fa defluire l’acqua del lavaggio in 5-10 minuti, mentre l’altra estremità aperta della sacca pesca nel water. Dopo poco l’intestino comincia a scaricare e lo svuotamento si completa nel giro di 20-30 minuti.

Le controindicazioni che possono derivare da una simile tecnica sono date da: età molto avanzata, diarrea, complicanze stomali (stenosi, prolasso ecc.), incapacità di apprendere la tecnica, psicosi, demenza ecc. Una raccomandazione che è doveroso fare è quella di non introdurre nella stomia un normale catetere, ma di utilizzare il morbido cono che si trova nel kit onde evitare di perforare l’intestino.

La metodica, come già affermato, è del tutto semplice, si apprende molto facilmente dopo una o due dimostrazioni pratiche presso un apposito centro di riabilitazione e non comporta difficoltà organizzative nella propria abitazione.

Oltre a migliorare significativamente la qualità della vita, l’irrigazione permette di ridurre il numero delle sacche garantendo, tra l’altro, anche un certo risparmio economico. L’esortazione è quindi quella di prendere in seria considerazione questa pratica, cercando di superare una certa pigrizia e l’iniziale timore di introdurre il cono nella stomia con la relativa acqua di lavaggio. Dedicare un minimo di cura per imparare l’irrigazione e quindi praticarla regolarmente a giorni alterni non è certo una perdita di tempo! In un’ora si riuscirà a far tutto e si otterrà l’indiscutibile vantaggio di non avere sorprese durante la giornata.

Articolo a cura del Dott. Prof. Carlo Pezcoller, tratto da "Informablu"

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