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Qui troverai informazioni su come vivere con la stomia, come mantenere sana la cute peristomale, così come utili strumenti online sulla stomia per accertarti di avere ancora il prodotto giusto per la risoluzione di eventuali problemi che potresti avere.

Aspetti pratici della vita con la stomia

Come mantenere sana la pelle intorno allo stoma

Come mantenere sana la cute peristomale

Prendersi cura del proprio stoma e della cute peristomale farà in modo che la sacca per stomia possa funzionare in modo ottimale. Questo aiuterà a sentirsi protetti e sicuri di sé in ogni situazione. Come mantenere sana la cute peristomale

La maggior parte delle persone che vivono con la stomia presentano prima o poi un'irritazione della cute. Tuttavia, la cute irritata non è una condizione "normale" della cute stessa. Per fare in modo che la sacca per stomia sia confortevole e che non causi alcun problema, è importante evitare l'irritazione della cute e mantenere sana la cute dell'area interessata.

Il ciclo dell'irritazione

La perdita mette a contatto il materiale in uscita dallo stoma e la cute, provocandone l'irritazione. Il problema è che in caso di irritazione della cute, l'adesivo apposto sulla sacca non sarà applicato correttamente, portando a maggiori perdite di materiale in uscita. In questo modo potrebbe svilupparsi un circolo vizioso di perdite e irritazione della cute.

I sei passaggi per mantenere sana la cute peristomale

  1. Accertarsi che la cute sia pulita e completamente asciutta prima di applicare la parte adesiva della sacca
  2. Regolare il foro al centro dell'adesivo in modo che si adatti esattamente al diametro dello stoma. Dopo l'intervento è normale che vi siano dei cambiamenti nella conformazione del corpo. È importante controllare regolarmente in modo da verificare che il misuratore sia della giusta dimensione e forma per lo stoma. Per fare ciò, posizionare il misuratore  sopra lo stoma, per verificare che il foro si adatti perfettamente.
  3. Controllare regolarmente la dimensione dello stoma, soprattutto in presenza di un'ernia
  4. Garantire il pieno contatto tra l'adesivo e la pelle, esercitando una leggera pressione con la mano
  5. Sostituire il dispositivo non appena si avverte prurito o fastidio
  6. Accertarsi di usare il dispositivo e gli accessori per la stomia più adatti al profilo del proprio corpo.

Trova i protettivi giusti per la tua stomia

Scegli il sacchetto stomia che si adatta meglio al proprio corpo

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Problemi di rigonfiamento e schiacciamento della sacca

Affrontare i problemi relativi al rigonfiamento e allo schiacciamento della sacca

Quando si usa una sacca per stomia possono comparire problemi relativi al rigonfiamento e allo schiacciamento (appiattimento). Ma ci sono soluzioni. Leggi di più su questi problemi e come risolverli. La sacca si gonfia o si schiaccia?

Il rigonfiamento della sacca si verifica quando vi è un accumulo di gas all'interno della sacca per stomia, che ne determina il rigonfiamento, come un palloncino. Le sacche sono dotate di filtri a carbone attivo che aiutano a gestire la flatulenza, deodorando l'aria formatasi all'interno e consentendone la fuoriuscita dalla sacca. Tuttavia, se la capacità del filtro non è in grado di gestire il gas prodotto, oppure se si è inumidito o se è ostruito da materiale solido in uscita dallo stoma, è possibile che si verifichi un accumulo di gas.

Che cosa si può fare per prevenire il rigonfiamento della sacca per stomia?
Uno dei modi principali per prevenire il rigonfiamento della sacca è ridurre al minimo la quantità di gas prodotto dall'apparato digerente. Masticare il cibo accuratamente è un valido aiuto, così come evitare cibi e bevande noti perché producono gas in eccesso, ad esempio noci, fagioli, bevande gassate, vino frizzante o spumante.

In caso di rigonfiamento della sacca, è possibile far fuoriuscire il gas dalla sacca nell'intimità di una toilette, se si usa una sacca aperta o un sistema a due pezzi. È inoltre possibile prevenire il rigonfiamento della sacca, sostituendo la sacca quando è necessario. Infine, è possibile provare un altro tipo di sacca per stomia e di filtro.

Lo schiacciamento della sacca si verifica quando all'interno della sacca per stomia si forma del vuoto, che causa un'adesione delle pareti della sacca. Ciò impedisce al materiale in uscita di defluire sul fondo della sacca, determinando un possibile blocco del filtro. Vi è quindi il rischio che la sacca venga spinta via dall'addome.

Che cosa si può fare per prevenire lo schiacciamento della sacca?
Facendo entrare l'aria all'interno della sacca prima di indossarla aiuterà ad arrestare il formarsi di vuoto al suo interno. Inoltre, introdurre una goccia di olio o di lubrificante all'interno della sacca aiuterà a far defluire il materiale in uscita sul fondo della sacca.

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Evitare l'irritazione della cute attorno alla stomia

Irritazione della cute peristomale

L’irritazione della cute attorno allo stoma è generalmente provocata da materiale che si infiltra sotto la placca adesiva. È disagevole e può interferire col buon funzionamento del dispositivo. Leggi qui cosa fare se ti accade tutto ciò. La cute peristomale

La cute peristomale deve avere lo stesso aspetto della cute nella parte restante del vostro corpo. Subito dopo avere rimosso l'adesivo, la cute peristomale può apparire leggermente rossastra, ma se questa colorazione non svanisce o se la cute appare lesionata o danneggiata, potrebbe essere irritata.

Che cosa devo fare?

  • Rimuovi l'adesivo e controllane il retro. Vi sono segni di feci o urine che potrebbero avere causato l'irritazione?
  • È presente una qualsiasi forma di irritazione o danno della cute peristomale che corrisponde ai segni visibili sul retro dell'adesivo?
  • La sacca aderisce bene attorno allo stoma? La cute è esposta al materiale in uscita dallo stoma a causa di una scarsa adesione? Controlla il diametro e la forma dello stoma per verificare che il misuratore sia della giusta dimensione e forma. Usa la protezione rimovibile apposta sulla sacca come guida e, se necessario, regola il foro centrale dell'adesivo in modo che si adatti esattamente al diametro e alla forma.
  • Qual è la posizione dell'apertura dello stoma rispetto alla superficie della cute? Si trova sopra la superficie della cute, a livello della superficie della cute o sotto la superficie della cute? Se lo stoma è a livello o al di sotto della superficie della cute, o se si trova in una piega profonda, potrebbe essere necessario un diverso tipo di sacca o accessori per il tuo profilo corporeo. Prova lo strumento Bodycheck di Coloplast per controllare la forma più adatta.
  • L'adesivo ha subito erosione? In caso affermativo, potrebbe essere necessario sostituire la sacca prima di quanto previsto. Prova a sostituire la sacca con maggiore frequenza o considera un adesivo più resistente all'erosione, se non lo stai già utilizzando.

Se l'irritazione della cute è causata da altri motivi, rivolgiti al tuo stomaterapista o al tuo medico.

Scegli il tipo di dispositivo per stomia che si adatta meglio al tuo corpo.

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Tenersi in forma: nuoto, danza, camminata, ginnastica da seduti

La presenza di una stomia non esenta dall'obbligo di tenersi in forma nè a maggior ragione impedisce di praticare sport.

Ovviamente l'unico accorgimento richiesto è quello di ripartire con l'attività fisica in maniera graduale e senza eccessivi sforzi iniziali, in maniera da garantire una ripartenza progressiva dell'organismo.

In acqua senza paura

Alcune persone si domandano se la stomia possa impedire loro di nuotare. La risposta a questa domanda è NO. Per gli uomini l’unico problema maggiore in grado di limitare l’immersione in acqua è dato da uno stoma troppo in alto impossibile da nascondere con un costume da bagno, anche se è a vita alta. Nuotare con la stomia

Al giorno d’oggi esistono in commercio dei sacchetti perfettamente ermetici e resistenti all’acqua. Gli unici punti ai quali bisogna fare attenzione sono i seguenti:

1 - Un’immersione prolungata del sacchetto finisce per diminuire la durata della sua tenuta. Ad esempio, potrete anche nuotare da mezz’ora ad un’ora, avendo solo l’accortezza di sostituire il costume con degli abiti asciutti subito dopo la nuotata.

Tuttavia, se trascorrete un intero pomeriggio in piscina, sarà necessario che vi assicuriate prima che il sacchetto sia stato cambiato abbastanza recentemente, per non incorrere nel timore che possa staccarsi nell’acqua. Dopo un’immersione prolungata dovrete ugualmente prevedere un cambio di sacchetto un pò prima di come siete abituati normalmente.

2 - Il fatto di indossare un costume bagnato per diverse ore può ugualmente provocare un distacco più rapido del sacchetto. Se per esempio, vi bagnate per un momento e subito dopo uscite dalla piscina per un’ora (il tempo di mangiare, per esempio), è sempre preferibile che indossiate degli abiti asciutti per tutta la durata del periodo trascorso al di fuori dell’acqua. Successivamente potrete rimettervi il costume e ritornare a nuotare senza problemi.

Un piccolo trucco per coloro che hanno paura che la gente faccia delle domande: se andate a nuotare presso degli amici perché non portate con voi due o tre costumi da bagno identici? In questo modo potrete stare all’asciutto dopo ogni nuotata in piscina, e i vostri amici penseranno che siete rimasti con lo stesso costume per tutto il pomeriggio come fa la maggior parte delle persone.

3 - Al mare evitate le onde troppo violente, la vasca idromassaggio o l’idroterapia perché ridurranno la capacità adesiva della vostra sacca.

Se avete ancora paura dell’acqua ecco qualche trucco:

Informatevi: i sacchetti di qualche anno fa erano molto meno affidabili rispetto a quelli attualmente in commercio. Purtroppo alcuni ospedali utilizzano ancora dei prodotti obsoleti, non informando in modo sufficiente i nuovi stomizzati sui prodotti presenti sul mercato.

Riacquistate fiducia in voi stessi: fate le vostre esperienze in modo graduale. Cominciate con una breve nuotata, e poi, se constaterete di non avere avuto dei problemi, aumentate progressivamente il tempo di immersione. In questo modo riacquisterete sempre di più una maggiore fiducia in voi stessi. Quando avrete constatato di potere restare in acqua per molte ore senza alcun problema non avrete più paura di una semplice e breve nuotata.

Prendete l’abitudine di verificare di tanto in tanto lo stato del vostro sacchetto. Se per caso cominciasse a staccarsi potrete uscire dall’acqua, rimediando all’inconveniente prima ancora che si stacchi del tutto. Vedrete che i sacchetti attualmente in commercio sono più resistenti di quello che pensiate.

A cura di Annick Coppo, Rose Marie Pedrero e Bernadette Ouauquin (Infermieri Stomaterapisti)

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Dalla danza al passo svelto: come tenersi in forma senza esagerare

Dalla danza alle lunghe passeggiate, dalla cosiddetta tecnica Pilates fino alla tradizionale ginnastica in casa. I metodi per mantenersi in forma sono moltissimi e i medici sono tutti concordi: anche per chi ha superato i sessant'anni un'attività fisica costante e regolare è fondamentale. Dalla danza al passo svelto

Dedicare un pò di tempo allo sport, infatti, non è solo un momento per curare il proprio benessere psicofisico, ma anche un'occasione per socializzare, per condividere esperienze e per sentirsi "collettività in movimento".

Ecco una breve panoramica tra gli sport "dolci" più divertenti e adatti ad ogni età.

La danza per la vita

E' una forma di ginnastica espressiva che, oltre ad offrire i benefici di una normale ginnastica, agisce sui vari livelli della personalità. Danzando, infatti, si riescono ad esprimere le emozioni, spesso causa di blocchi psicologici. La danza è consigliata soprattutto per combattere la depressione.

A spasso camminando con grinta

Nato negli Stati Uniti e arrivato un anno fa in Italia, questa particolare disciplina ha già conquistato ottomila persone. Si tratta, semplicemente, di una camminata svelta e a passi lunghi, utile per mantenere la linea senza troppa fatica. E' indicata per tutti e non ha nessun genere di controindicazione.

Per l'armonia tra mente e corpo

Inventato da Joseph Hubertus Pilates, un tedesco che per la sua gracile struttura fisica si dedicò alla cultura del corpo fino a farla diventare la sua professione, consiste in più di 200 esercizi. Comprende i migliori aspetti delle attività fisiche occidentali e delle discipline spirituali che arrivano da Oriente.

Sei i principi che stanno alla base della tecnica: concentrazione, controllo, baricentro, fluidità del movimento, precisione, e respirazione. Il metodo Pilates é praticabile da tutti e può servire anche come riabilitazione dopo traumi o malattie.

Ginnastica in casa

Pochi esercizi, magari ripetuti quotidianamente, possono aiutare muscoli, articolazione e circolazione sanguigna. Sono sufficienti costanza, una corretta respirazione e tranquillità. Ogni esercizio, infatti, va eseguito molto lentamente. Giorno dopo giorno, dedicandosi a movimenti mirati per 15-20 minuti, è possibile recuperare la giusta elasticità.

Come stare meglio attraverso il movimento

Non sitratta di fisioterapia né di un massaggio, piuttosto di una guida al movimento dolce. Nato come rieducazione psicomotoria, il metodo favorisce la flessibilità, la coordinazione e l'organizzazione motoria in genere. E' indicata per tutti, anche per chi ha problemi di salute. E' possibile imparare il metodo sia attraverso lezioni individuali che di gruppo.

Yoga, un alleato della salute

La pratica, oggi molto diffusa anche in Occidente, ha effetti benefici su tutto l'organismo: allenta le tensioni, rafforza le difese naturali, aiuta l'apparato motorio e circolatorio, cura i problemi legati all'invecchiamento e i dolori. Si tratta di una serie di esercizi fisico-ginnici da svolgere con concentrazione ed estrema lentezza. Esistono corsi di yoga per tutti i livelli e per ogni età.

A cura di Elisabetta Norzi, in collaborazione con www.terzaeta.com, portale interamente dedicato alla terza età.

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Elogio della lentezza

Camminare, si sa, fa bene al corpo e alla mente. Medici ed esperti assicurano addirittura che i benefici psicologici di una passeggiata possono superare quelli fisici. Durante una passeggiata, infatti, viene stimolata la produzione di endorfine, sostanze che attenuano lo stress, l'ansia e la depressione. Perché andare piano

Si racconta che Albert Einstein affrontasse lunghe camminate per risolvere i problemi più difficili, ed era talmente immerso nei propri pensieri che a volte si perdeva.

Allora, con l'avvicinarsi dell'estate, con il caldo e il sole, non va sprecata: camminare sulla spiaggia, lungo il mare, o fare piccole gite in montagna è lo sport ideale. Per tutti: bambini, giovani e più anziani. E proprio "camminare" è il mezzo sempre più scelto da tutti coloro che vogliono fare una vacanza salutare ed ecologica.

Gli itinerari? Sono moltissimi e con la varietà di paesaggi che offre l'Italia, non è nemmeno necessario andare molto lontano e fare troppi chilometri. Basta scegliere una località adatta, come un caldo e profumato ambiente Mediterraneo (pensiamo alla Sardegna, o alla Corsica, o a Creta), magari in compagnia di un piccolo gruppo di amici. Oppure, per gli amanti della montagna, gli spettacolari paesaggi della Valle d'Aosta e del Piemonte.

Chi va piano va sano e lontano...

Camminare sì, ma sempre lentamente. E' questo il consiglio condiviso da tutti i medici. La prima regola da ricordare - e da mettere in pratica - è applicare all'attività fisica la "filosofia della lentezza". Ogni movimento, e ogni passo, deve essere eseguito secondo i propri ritmi, senza forzare muscoli e fiato. La seconda buona norma è fare attenzione alla respirazione. Ecco le precauzioni che usano anche gli atleti: inspirare sempre dal naso; respirare con la bocca socchiusa; inspirare durante i movimenti di "apertura" (estensione della colonna, elevazione o allargamento delle braccia); espirare compiendo i movimenti di chiusura (abbassamento o chiusura delle braccia, flessione della colonna); espirare lentamente durante lo stretching o gli esercizi di rinforzo, quando si mantiene a lungo la stessa posizione.

Gli effetti terapeutici del camminare

Camminare è economico, privo di rischi, indicato per quasi tutti e molto utile. Il suo effetto terapeutico è molto simile a quello del digiunare, per qualche giorno, per purificarsi. Il beneficio principale delle passeggiate è infatti quello di "ripulire" corpo e mente. Se all'inizio si possono avvertire disagio, dolori muscolari e articolari o anche lieve depressione, poi tutto passa e via via che si prosegue ci si sentirà molto meglio. Con un pò di coraggio, tenacia e pazienza bisogna continuare. I malesseri spariranno, i nostri limiti verranno superati e tutti i pensieri negativi lasceranno spazio al benessere. Ma c'è di più, studi pubblicati sulla rivista inglese "New England Journal of Medicine", hanno stabilito che fare alcuni chilometri a giorno a piedi abbassa anche i livelli di colesterolo: con grande vantaggio per cuore e vasi sanguigni.

Camminare sulla spiaggia

E' il modo migliore per rilassarsi, staccare la spina dalla vita e dai pensieri quotidiani e, soprattutto, fare un pò di sano moto all'aria aperta. Oltre ai benefici della salsedine, camminare sulla spiaggia è un ottimo metodo per mantenere le gambe snelle. La sabbia, infatti, obbliga le gambe a lavorare di più. Se poi si vuole aumentare ancora un pò lo sforzo, è sufficiente fare passeggiate con l'acqua alle caviglie, o addirittura fino alle cosce. Un consiglio: non usare le scarpe fa bene. I piedi ritrovano la postura naturale, tutti i muscoli sono allenati uniformemente, le convessità prendono forza e sostegno. Tutto ciò ha un effetto rilassante per il corpo intero.

Camminare in montagna

Alpinismo non è solo arrampicare, non è solo salire per vie normali o vie estreme sulle cime più alte e più difficili. Alpinismo è anche semplicemente camminare in montagna, per conoscerla e per apprezzarne il panorama. Se si desidera affrontare un'escursione in montagna è necessario prendere qualche precauzione in più rispetto a una semplice passeggiata in riva al mare.

Regola numero uno: scegliere sempre itinerari in funzione alle proprie capacità fisiche e tecniche, documentandosi sulla zona da visitare.

Regola due: scegliere un abbigliamento e un equipaggiamento adeguato, e portare zainetti leggeri.

Informarsi sulle condizioni del tempo è poi d'obbligo. Infine una norma di civiltà ed educazione: riportare a valle i rifiuti di pranzi al sacco e merende, e rispettare sempre la flora e la fauna.

 

A cura di Elisabetta Norzi

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Mantenersi in forma stando seduti

E' dedicato a tutti i più pigri, che amano stare seduti in poltrona a leggersi un buon libro o a guardare un film. Oppure a tutti quelli che, per i più vari motivi, sono portati a condurre una vita sedentaria: in inglese si chiama "Sit And Be Fit", tradotto in italiano, "Rimani seduto e mantieniti in forma". Come mantenersi in forma stando seduti

Di che cosa si tratta?

E' una ginnastica che si esegue completamente da seduti. E' adatta a tutti - giovani, anziani e bambini - e, secondo gli esperti, i benefici sono garantiti. Negli Stati Uniti il rivoluzionario modo di fare ginnastica ha catturato migliaia di sedentari di tutte le età. Non solo: sui canali televisivi imperversano, ad ogni ora, corsi "in diretta" e lezioni a distanza.

Se poi si abbinano gli esercizi di questa particolare disciplina all'attenzione per i più semplici movimenti che ci troviamo a svolgere durante la giornata, la forma fisica è assicurata.

Ginnastica da seduti: che cosa ci vuole?

La parola d'ordine è "rimanete sempre seduti". Sono sufficienti una sedia e la convinzione che si stia facendo qualcosa di utile per il proprio benessere psicofisico. Non serve altro. Ogni esercizio, poi, può essere eseguito a casa, in ufficio, dietro alla scrivania, seduti in auto e perfino in aereo o in treno.

Le sequenze dei movimenti sono semplici: esercizi per recuperare scioltezza articolare, per la schiena, le spalle, le braccia, le gambe. Senza dimenticare mani e piedi. Questa ginnastica è particolarmente indicata per chi soffre di dolori alle articolazioni, anche cronici.

Regola numero uno: si deve cominciare da una giusta consapevolezza di sé e da una corretta posizione del corpo. Ogni sequenza di esercizi, infatti, come spiega l'americana Mary Ann Wilson, ideatrice del sistema, ha un punto di partenza fondamentale: mantenere in ogni momento una giusta e funzionale posizione di schiena, collo e spalle in rapporto a tutte le altre parti del corpo.

Regola numero due: è necessario imparare a respirare correttamente. Ogni esercizio deve seguire il ritmo di profonde e lente inspirazioni ed espirazioni, in modo da favorire una completa riossigenazione di ogni cellula del corpo. Tutti i movimenti, infatti, sono pesanti per far lavorare armoniosamente le catene muscolari.

Muoversi in casa

L'ideale, poi, oltre a qualche ora settimanale di ginnastica da seduti, è prestare attenzione alle azioni di tutti i giorni che svolgiamo a casa. Alzarsi dal letto, coricarsi, stirare, sollevare pesi o i nipotini.

Ma partiamo dall'inizio, ovvero da una delle azioni più comuni: stare seduti. Anche se può essere molto piacevole, è sconsigliabile sedersi su poltrone o divani troppo morbidi; molto meglio una sedia rigida con schienale alto, in modo da poter appoggiare tutta la colonna vertebrale e tenere i muscoli tirati. L'altezza della sedia, a tavola o in studio, deve poi permettere alle ginocchia di rimanere allo stesso livello delle anche.

Tutte le altre posizioni (gambe distese, sedia troppo alta o troppo bassa, ecc.) determinano sollecitazioni eccessive della colonna vertebrale. Per alzarsi e fare lavorare i muscoli, un esercizio utile è quello di mettere i piedi il più possibile vicino alla sedia, inclinando poi leggermente il busto in avanti e spingendo in su, facendo forza con le gambe. Mai con i muscoli della schiena.

E per alzarsi o sdraiarsi sul letto? E' una buona regola accompagnare questi due movimenti quotidiani da alcuni semplici esercizi. Prima di tutto non bisogna buttarsi subito sul letto, ma aspettare un attimo e mettersi seduti sul bordo.

Poi, con l'aiuto del braccio, sdraiarsi sul fianco tirando su contemporaneamente le gambe piegate. Quando tutto il corpo è appoggiato sul materasso, è utile girarsi con la pancia verso l'alto, poi distendere le gambe.

Per alzarsi, invece, si possono fare lavorare un pò gli addominali, mettendosi prima su di un fianco, facendo poi scendere le gambe verso il pavimento, e infine alzando il busto.

Anche per stirare, alcune accortezze possono essere fondamentali per evitare dolori e stanchezza: innanzitutto bisogna controllare che l'asse da stiro sia alla giusta altezza, in modo da non doversi inclinare troppo in avanti. Inoltre, per distribuire meglio il peso del corpo, è necessario mettere una gamba davanti all'altra o, meglio ancora, appoggiare un piede su uno sgabellino.

E per sollevare un oggetto da terra? Non si deve mai incurvare il busto in avanti a gambe tese. Per eseguire correttamente il movimento, e per tenere allenati i muscoli delle gambe e della schiena, bastano due accorgimenti: piegare dolcemente le gambe in modo che, nel sollevare il peso, concorrano insieme tutti i muscoli. Infine bisogna mantenere piatto il tratto lombare della colonna vertebrale (schiena dritta).

Ma perché fare esercizio fisico?

E' sempre utile ripeterlo: fare sport è indispensabile per la salute del cuore. Recenti studi hanno confermato ancora una volta che la regolarità nell'esercizio fisico migliora il flusso sanguigno, diminuendo notevolmente il rischio di infarto. Alcuni studiosi dell'università tedesca di Leipzig hanno dimostrato che il movimento fisico aumenta la funzionalità di un particolare tessuto, chiamato endotelio, dal quale deriva la capacità delle coronarie di dilatarsi, quindi di divenire più elastiche, a seconda del volume di sangue richiesto dai muscoli.

Gli scienziati tedeschi hanno eseguito la loro sperimentazione su un gruppo di cardiopatici, sottoposti a due cicli di attività fisica suddivisi in quattro settimane in ospedale e cinque mesi a casa. Durante il periodo della degenza ospedaliera, effettuavano 10 minuti cyclette sei volte al giorno. La verifica compiuta dopo il primo periodo ha fatto registrare un notevole progresso della condizione delle arterie. A ciclo compiuto il miglioramento si è attestato al 50%.

Al di là degli indubbi benefici fisici, accettare di fare sport, e quindi di sottoporre il proprio corpo ad esercizi che lo aiutino a mantenersi in forma, contribuisce ad avere un atteggiamento positivo nei confronti di se stessi. Fare movimento, infatti, previene l'invecchiamento e rallenta il deteriorarsi delle cellule. Non solo: attraverso lo sport si mantiene un rapporto costante e diretto con il proprio fisico, prerogativa fondamentale per accettare e vivere bene ogni età.

 

Per saperne di più puoi consultare i seguenti siti web dedicati alla ginnastica da seduti:

http://www.terzaeta.com/utilita/ginnastica/es-per-busto-seduti.asp

http://www.sitandbefit.org/ (solo in lingua inglese)

 

A cura di Elisabetta Norzi

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Viaggiare con la stomia

Una volta in grado di gestire autonomamente la cura dello stoma, sarete pronti a riprendere il vostro posto nella società: la stomia, infatti, non è sinonimo di invalidità e questo è il modo migliore di dimostrarlo a voi stessi e agli altri.

Presto vi accorgerete che è possibile uscire, praticare uno sport e viaggiare: e scoprirete che tornare a divertirsi è la migliore cura del mondo.

Otto regole per viaggiare in tutta sicurezza

Ecco alcune regole da non sottovalutare dalle persone con la stomia quando si parte in un viaggio. Regole del viaggio con la stomia

1 - Prima di partire verificate il nome e l’indirizzo dell’associazione locale e gli infermieri stomaterapisti del luogo della vostra destinazione, o contattate l’elenco degli stomaterapisti correlati dai relativi indirizzi nel Paese dove vi recherete.

2 - I sacchi di plastica tipo “spazzatura” sono eccellenti per gettare i sacchetti usati, e un deodorante aiuterà ad eliminare gli odori prima di avere svuotato il sacchetto nella tazza del W.C. In alternativa potete anche spezzare un fiammifero allo zolfo o dei bastoncini deodoranti profumati (contro gli odori persistenti nel bagno).

3 - Portate sempre dei sacchetti in quantità una o due volte superiore rispetto a ciò che prevedete di utilizzare di solito, e lasciateli nel bagaglio a mano, avendo cura di tagliarli prima. Non registrateli con gli altri bagagli perché potreste perderli (a parte le forbici per via delle misure di sicurezza).

4 - In estate non lasciate i sacchetti all’interno del bagagliaio della vostra macchina perché la gomma non sopporta la forte calura estiva.

5 - Quando viaggiate può essere utile per l’irrigazione della colostomia un gancio da installare nella parte alta di una porta (disponibile presso quasi tutti i negozi di ferramenta o grandi magazzini).

6 - Portate la ricetta con la prescrizione dei farmaci con il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del vostro medico. Inoltre cercate di ottenere dal farmacista o dal medico il nome generico e la composizione chimica del farmaco, perché il nome dei farmaci è diverso da un Paese all’altro.

7 - Portatevi della carta igienica perché durante il viaggio potreste anche non trovare dei servizi igienici.

8 - Ogni volta che trovate dei servizi igienici potrete svuotare il sacchetto in un contenitore per i rifiuti fino a quando non troverete un bidone per la spazzatura.

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Viaggiare in auto

La libertà di muoversi e viaggiare si traduce anche nella scelta del modo in cui farlo. La cintura di sicurezza può rappresentare un limite soprattutto per le persone stomizzate. Cerchiamo di capire in che modo la normativa aiuta ad oltrepassare questo ostacolo. Viaggiare in auto

L’articolo 172 del codice della strada prevede la possibilità dell’esonero dall’obbligo di uso della cintura di sicurezza, per ragioni mediche, in due ipotesi: la prima per le persone che risultino affette da patologie articolari che costituiscono controindicazione specifica all’uso delle cinture di sicurezza; la seconda per le donne in stato di gravidanza, se esistono condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza. In entrambi i casi, l’esenzione deve risultare da una certificazione medica che ttesti l’esistenza delle controindicazioni o dei rischi. Competente al suo rilascio, nella prima ipotesi, è l’unità sanitaria locale - ASL, attraverso strutture spedaliere o medico-legali. Normalmente la certificazione è preceduta da una “richiesta” da parte della persona interessata, ma nulla esclude che possa derivare dall’iniziativa autonoma del medico o della struttura ospedaliera in cui la patologia è stata trattata, quale ulteriore espressione della “tutela della salute” che ad essi spetta. L’esonero può riguardare anche chi normalmente viaggia come passeggero.

In tutti i Paesi in cui è stabilito l’obbligo della cintura la casistica considerata ai fini dell’eventuale esonero è limitata a poche categorie: ileo/colostomizzati, anomalie muscolo-scheletriche, gravidanza, impianto di pacemakers, cicatrici recenti, fobìa, problemi al seno, anomalie di peso od altezza.

Le soluzioni non sono univoche, ma comunque è prevalente la tendenza a considerare l’esonero solo come ultima possibilità, una volta accertato che altri rimedi (corretto posizionamento della cintura, cuscinetti spugnosi nell’area di contatto, modifiche alla cintura od al sedile, rialzi del sedile e modifiche della pedaliera per soggetti di statura molto bassa ecc.) non sono effettivamente praticabili.

La valutazione dell’esistenza di effettive e valide condizioni per l’esonero appartiene esclusivamente alla responsabilità del medico ed al suo insindacabile giudizio professionale, al quale la legge si affida evitando di stabilire “criteri legali”. D’altra parte, i benefici della cintura sono ben noti; pertanto, l’esonero si configura come un fatto eccezionale, frutto di una valutazione ben ponderata tra quei benefici ed il danno che invece l’uso della cintura comporterebbe nella situazione specifica presentata dalla persona alla quale esso viene concesso. Nel processo di valutazione il medico dovrà quindi essere a conoscenza e tener conto di come si comportano le cinture di sicurezza in caso di incidente, in rapporto a quelle che possono essere le conseguenze per il loro mancato uso.

La legge (art. 172 del codice della strada) stabilisce che il certificato deve recare l’indicazione della durata dell’esonero, che tuttavia potrebbe, per certe situazioni, essere “indeterminata”. Inoltre, il certificato deve recare un simbolo grafico (stabilito dalla direttiva n. 91/671 dell’UE e considerato anche da una Risoluzione dell’ONU - Commissione per l’Europa, con una valenza territoriale più ampia rispetto all’UE), rendendo riconoscibile l’esonero anche all’estero.

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Appunti storici di viaggio

Nel Settecento era di moda fra artisti e scrittori, ma anche fra i giovani di buona famiglia del Nord Europa, inglesi, tedeschi e russi, intraprendere un viaggio nei paesi del Mediterraneo che culminava con una visita dell'Italia, dalla durata di molti mesi. Appunti storici di viaggio

Questo viaggio, condotto in carrozza a cavalli, veniva chiamato il Grand Tour e aveva lo scopo di far crescere spiritualmente le persone, insegnando loro a cogliere il bello, a gustare gli aspetti artistici, ma soprattutto culturali dei paesi dell'area mediterranea, così diversi dalle loro realtà nordiche.

Ripensando a quelle carrozze, dove con qualche disagio quei turisti di un tempo percorrevano con lentezza migliaia di chilometri, non si può fare a meno di paragonare quel mezzo di trasporto e quello stile di viaggio al nostro attuale modo di vedere il mondo. L'aereo consente spostamenti rapidi, durante i quali, mentre la velocità ci fa coprire migliaia di chilometri nello spazio di poche ore, noi continuiamo a mantenere le nostre abitudini, mangiamo, dormiamo, guardiamo la televisione come se fossimo a casa nostra. Fino al momento in cui giungiamo alla meta.

In questo modo si cancella d'un colpo tutto il graduale percorso di avvicinamento ai luoghi: il progressivo mutare del paesaggio, i cambiamenti della luce, dei colori, dei volti della gente, dei suoni e degli odori. Di colpo ci troviamo in una realtà completamente diversa, e ciò per un tempo limitato e spesso rigidamente organizzato.

Senza nulla togliere alla fondamentale importanza che i viaggi organizzati hanno avuto nel consentire a grandi masse di turisti di vedere il mondo, questo modo di viaggiare impone ai turisti moderni un tipo di esperienza piuttosto superficiale. "La nostra destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose": così affermava lo scrittore Henry Miller riferendosi alla capacità che il viaggio ha di modificare la nostra mente, arricchendoci e facendoci più aperti e comprensivi delle altrui differenze.

Proponendoci obiettivi di viaggio ragionevoli e meno esotici, possiamo recuperare una dimensione più intima del viaggiare che ci consenta la ricerca tranquilla di particolari insoliti, momenti di riflessione anche solitaria e tempi più rilassati. Possiamo provare anche a fermare sulla carta le nostre esperienze di viaggio sotto forma di piccoli diari: sarà un ricordo più completo e bello da ritrovare a distanza di anni delle semplici fotografie. Nel frattempo, per avere una idea di come viaggiare portando a casa un patrimonio di sensazioni ed esperienze indimenticabili, nulla è meglio dei libri scritti dai viaggiatori.

Vi consiglio perciò la lettura, davvero coinvolgente e affascinante, di qualche titolo della collana "TEA - Avventure. Storie vere di viaggi, luoghi e libertà".

Rosalita Leghissa è laureata in Filosofia e in Psicologia Sociale che da alcuni anni si occupa di problemi di comunicazione in ambito medico sanitario. Ha condotto una ricerca sul vissuto delle persone stomizzate e dei loro familiari. Svolge attività di docenza nella formazione infermieristica sui temi della comunicazione con i pazienti ed i loro familiari.

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Tempo di vacanze

Il periodo caldo si sta avvicinando a grandi passi e fra poco sarà tempo di ferie, relax e viaggi! Molti di voi guarderanno a questo periodo di vacanza come ad un "ricordo felice di un tempo passato", ad una fase serena della propria esistenza che mai più potrà ripetersi. Nulla di più falso e sbagliato! Tempo di vacanze

Anche se c'è la "stomia", la vita può riprendere come prima, senza eccessive limitazioni. Si può viaggiare per terra, per mare o per aria senza particolari problemi, basta solo organizzarsi un pò, e soprattutto avere la voglia vivere.

Allo stomizzato quindi è consentito di partecipare ad una splendida crociera, ad un safari, può vivere nella natura in un bel campeggio in montagna o al mare, fare attività sportive: tennis, bicicletta, nuoto. Non è un problema infatti prendere il sole in una spiaggia, utilizzando un costume ed una sacca adatti a mimetizzare la stomia e poi rinfrescarsi con un bel bagno. Si può anche bagnarsi senza la protezione di una sacca o mini-sacca, basta solo non rimanere troppo in acqua, specie se salata e fare attenzione che lo sbalzo di temperatura non sia eccessivo (è intuibile che si potrebbero avere dei problemi).

Se avete ancora qualche perplessità, ricordatevi che nei mari tropicali spesso, onde evitare scottature, si fa il bagno indossando delle magliette di cotone a maniche lunghe.

Infine, ai più refrattari, faccio presente che nei paesi mussulmani la gente abitualmente fa il bagno completamente vestita con degli abiti leggeri. Nessuna preoccupazione quindi.

State tranquilli perché avete tante possibilità di mascherare la vostra stomia. Provare per credere! Toccherete con mano che nessuno si accorgerà di nulla e che potrete rilassarvi e fare vita di spiaggia come sempre.

Prima di intraprendere un viaggio vorrei darvi alcuni suggerimenti che possono tornarvi utili:

- Evitate di mangiare frutta e verdura almeno da due giorni prima della partenza. E' fin troppo noto che questi alimenti possono facilmente indurre delle scariche a sorpresa.

- Se siete abituati a praticare l'irrigazione, cercate di farla almeno 12 ore prima di mettervi in viaggio e portate con voi l'attrezzatura perché potete continuare a farla anche in vacanza.

- Viaggiate nelle ore fresche per limitare la disidratazione, che va combattuta assumendo liquidi non frizzanti ed appena freschi.

- Portate con voi il necessario per la cura della stomia ed una buona scorta di sacche, quelle che avete scelto e che sapete per certo che non vi danno problemi. Anche se è possibile trovarle in ogni angolo d'Italia o del Mondo, non è detto che riusciate a trovare le vostre. Non bisogna fare esperimenti proprio in vacanza!

- Per quanto riguarda i quantitativi della scorta, è bene calcolare i giorni complessivi di vacanza. Se per esempio a casa consumate normalmente 20 sacche ogni 10 giorni, per lo stesso periodo portatene almeno 60 in modo da poter far fronte ad ogni evenienza.

- Non lasciate esposti al sole i bagagli che contengono le sacche, perché la superficie aderente potrebbe danneggiarsi.

- Se viaggiate in aereo, non preoccupatevi di trovare un posto vicino alla toilette. Poiché talvolta le valigie possono arrivare in un secondo momento, mettete nel bagaglio a mano una scorta sufficiente per essere autonomi. Ricordatevi di portare con voi dei normali sacchetti di plastica della spesa dove potrete rinchiudere e sigillare le sacche che vi cambiate. Fate attenzione che la cintura di sicurezza si adatti comodamente senza comprimere o danneggiare lo stoma o la sacca. Poiché l'aria pressurizzata è più secca del normale, durante il volo cercate di bere di più per evitare dannose disidratazioni.

- Ricordatevi di portare con voi le vostre abituali medicine e qualche farmaco antidiarroico consigliatovi dal vostro medico. E' meglio trattare subito eventuali problemi.

- E' buona norma avere con sé un certificato medico che attesti in lingua italiana ed inglese (se viaggiate all'estero) il tipo di intervento e di stomia che avete avuto. Vi potrà servire in caso di necessità o lo potrete esibire alla dogana se il funzionario vuole esaminare il vostro bagaglio, chiedendo che l'ispezione sia fatta in un ambiente riservato.

- Non fatevi tentare da cibi esotici, vegetali strani e frutti tropicali! Un simile peccato di gola potreste pagarlo molto caro. Per bere usate bottiglie di acqua sigillate. Non bevete l'acqua del rubinetto se siete in posti non sicuri e per la pratica dell'irrigazione usate lo stesso tipo di acqua che bevete.

- Se viaggiate in Italia, portate con voi gli indirizzi dei centri A.I.STOM. più vicini. Vi può servire se siete in difficoltà!

Carlo Pezcoller è nato a Verona il 2 agosto del 1943 e si è laureato a Modena in Medicina e Chirurgia nel 1967. È specialista in chirurgia generale, angiologia e chirurgia vascolare, chirurgia pediatrica. Nel 1983 ha fondato l’Associazione Stomizzati di Modena ed il “Centro Di Riabilitazioni Stomizzati” del Policlinico. Dal 1968 al 31/08/2008 ha svolto l’attività di Chirurgo presso il Policlinico Universitario di Modena.

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Abbigliamento per stomizzati

Cosa indossare dopo un intervento di confezionamento di stomia

Esistono infinite scelte di abbigliamento dopo avere subito un intervento di confezionamento di stomia. Quando l'addome sarà guarito, sarete senz'altro in grado di indossare molti dei capi di abbigliamento che utilizzate già attualmente. Si tratterà quindi di scegliere lo stile che più vi si addice.

La vostra sacca per stomia è ideata per rimanere distesa lungo il corpo. Molte delle sacche attuali sono state create per essere indistinguibili anche quando indosserete i capi più alla moda e più adattabili alla vostra forma.

Valuta il tuo profilo corporeo e migliora la gestione del tuo stoma

Trovare la soluzione migliore per la tua stomia

Trova la soluzione migliore per la tua stomia ed il tuo corpo

Ogni corpo è diverso e il corpo cambia nel tempo. Un intervento chirurgico che porta ad una stomia è un grande cambiamento, per questo motivo ti invitiamo a saperne di più su come ottenere il dispositivo per la stomia più adatto al tuo corpo. Trova il prodotto giusto

Nei mesi e negli anni successivi all'intervento chirurgico, è possibile notare alcuni cambiamenti nel corpo. Questi cambiamenti possono includere:

  • Aumento o perdita di peso, durante la convalescenza dalla malattia che ha causato l'intervento chirurgico
  • Pieghe o cicatrizzazioni della cute peristomale
  • Sviluppo di ernia collegata allo stoma

Quando si verificano questi cambiamenti, è importante accertarsi che la sacca per stomia continui ad essere della giusta misura.

Un'ottima tenuta tra la sacca e la pelle è essenziale per una buona gestione della stomia. Se, ad esempio, l'area attorno allo stoma tende a diventare maggiormente rivolta verso l'interno, può essere giunto il momento di passare a una sacca con placca convessa. Potrebbe anche essere necessario utilizzare accessori aggiuntivi.

Il nostro strumento di autovalutazione online, Bodycheck, ti aiuterà a capire il tuo profilo corporeo attuale e se il tuo corpo è cambiato in modo significativo. Lo strumento ti fornirà suggerimenti per la scelta della sacca e degli accessori più adatti per te.

La guida interattiva online Brava alla scelta degli accessori può aiutare a individuare e risolvere i problemi tipici delle sacche per stomia, tra cui i problemi della cute.

Una buona idea è quella di consultare il tuo stomaterapista per scegliere insieme la sacca e gli accessori su misura per te.

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