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Cosa devi sapere prima dell'intervento di stomia

È naturale avere molte domande prima di un intervento di stomia. In questa sezione, è possibile iniziare a ricevere qualche risposta. Troverai informazioni sui diversi tipi di stomie, il tipo di prodotti che userai, qual è l'iter di prescrizione e altri argomenti correlati.

Cosa è lo stoma. Come funzionano l'apparato digerente e urinario

cosa sapere prima dell'intervento di colostomia definitiva o ileostomia provvisoria

Cose da sapere prima dell'intervento di stomia

In Italia ci sono oggi più di 70.000 persone che vivono con una stomia e ogni anno sono 12.000 gli interventi di questo tipo che vengono realizzati. Cosa sapere prima dell'intervento

Ci sono infermieri e centri specializzati, proprio per aiutare chi vive con una stomia, ci sono associazioni dove si può incontrare chi è già stato sottoposto all’intervento e l’ha superato.

Quando ci si prepara ad un intervento può succedere che ci si senta soli, che ci si senta gli unici che in quel momento devono affrontare una prova così difficile. Naturalmente ciò non è vero e saperlo può aiutare a superare il naturale timore per l’evento che si sta per affrontare.

Chi affronta questo tipo di operazione dunque non è solo, non è diverso dagli altri e può trovare aiuto molto facilmente. 

Sono migliaia le persone che vivono con una stomia e moltissimi i nuovi interventi che vengono realizzati ogni anno. Questo significa che tanti hanno affrontato e superato la stessa esperienza.

Significa anche che non si è mai soli: la stomia è così diffusa che è stato creato lo stomaterapista, un infermiere che affianca il medico chirurgo ed è specializzato proprio nell’aiutare chi ha subito questo tipo di operazione. Inoltre sono nate associazioni di stomizzati dove è possibile ricevere informazioni e consigli prima, durante e dopo l’intervento.

“Quando il chirurgo mi disse che tipo di operazione mi avrebbe fatto, è stato come ricevere uno stop alla vita. Non facevo altro che pensare a quello che mi sarebbe successo. Quanta sofferenza inutile! E quanta angoscia mi sarei risparmiata sapendo da subito che, con l’aiuto del personale dell’ospedale e di mio marito, in pochi mesi avrei ricominciato la vita di prima, semplicemente usando i sistemi di raccolta.” Lella T., portatrice di stomia.

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che cosa è la stomia

Che cosa è la stomia?

La stomia è il risultato di un intervento con il quale si crea un'apertura sulla parete addominale per poter mettere in comunicazione l’apparato intestinale o urinario con l'esterno. Leggi di più sulla stomia

La stomia è priva di uno sfintere, cioè di un muscolo ad anello che ne permette la chiusura, e quindi le feci e le urine non possono essere trattenute e fuoriescono senza controllo. Questo inconveniente però può essere affrontato e risolto in modo soddisfacente mediante una buona gestione della stomia.

Il confezionamento di una stomia rappresenta, in molti casi, l’unico modo per sopravvivere ad una malattia o ad un incidente.

Ciò compromette da un lato le funzioni fisiologiche ma permette dall'altro l'allontanamento immediato ed efficace dei problemi che gravano sullo stato di salute del paziente.

Il portatore di stomia possiede, quindi, una situazione anatomica diversa, ma comunque gestibile, che non gli impedisce di condurre una normale vita sociale.

É opportuno ribadire con forza questo concetto: la stomia non è sinonimo di invalidità.

Coloplast ricerca, sviluppa e produce dispositivi per portatori di stomia.

Attraverso una stretta collaborazione con le persone che indossano i nostri prodotti e con gli operatori sanitari che li utilizzano abbiamo sviluppato una grande esperienza in tutti gli aspetti della cura della stomia.

Siamo molto fieri dei prodotti che abbiamo sviluppato con l'aiuto degli utilizzatori. Per consultare il catalogo dei prodotti per stomia e provare gratuitamente cliccare qui.

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che cosa è uno stoma

Che cosa è uno stoma?

Comprendere esattamente che cos'è uno stoma e come viene creato è un primo passo importante per iniziare ad affrontare il modo in cui potrebbe influenzare la tua vita quotidiana. Comprendere che cos'è uno stoma

Lo stoma è il risultato di un intervento destinato a rimuovere la malattia e ad alleviare i sintomi. È un'apertura artificiale che permette alle feci o all'urina di fuoriuscire dall'intestino o dal tratto urinario.
Lo stoma è costituito da un'estremità dell'intestino che viene portata fuori dalla superficie dell'addome, formando per l'appunto lo stoma (apertura).

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come funziona l'apparato digerente

Come funziona l'apparato digerente

La colostomia e l'ileostomia sono in relazione al tuo apparato digerente, mentre l'urostomia al tuo sistema urinario. Un buon modo di capire come funziona la tua stomia è di avere conoscenze base in merito alla digestione del cibo e delle bevande. L'apparato digerente

apparato digerente

Lo stomaco

Quando si mangia, il cibo transita attraverso un tubo lungo e stretto chiamato esofago, verso l'interno dello stomaco. Qui, il cibo viene triturato in pezzi più piccoli e i succhi gastrici lo trasformano in liquido.

 

L'intestino tenue

Il transito continua, poiché il contenuto dello stomaco passa all'interno dell'intestino tenue (ileo), dove termina la digestione. L'organismo assorbe le sostanze nutritive di cui ha bisogno per produrre energia, crescere e costruire nuove cellule, convogliandole nel flusso sanguigno.

L'intestino crasso

Quando tutte le sostanze nutritive sono state assorbite, i residui si spostano all'interno dell'intestino crasso (colon), dove l'organismo assorbe maggiormente i fluidi in modo da creare rifiuti più solidi. I muscoli della parete del colon, quindi, spingono i rifiuti in avanti all'interno del retto. I rifiuti attraversano il retto per fuoriuscire dal corpo attraverso l'ano, sotto forma di feci, con l'aiuto dei muscoli dello sfintere.

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come funziona l'intestino

Come funziona l'intestino

L’apparato digerente può essere paragonato a un tubo, della lunghezza di circa dieci metri, costituito da diversi organi che svolgono funzioni specifiche: bocca, esofago, stomaco, intestino e orifizio anale. Come funziona l'intestino

In particolare l’intestino è suddiviso in due compartimenti: l’intestino tenue (a sua volta composto da duodeno, digiuno e ileo) e l’intestino crasso (composto da cieco, colon e retto), e termina con l’orifizio anale.

Nell’intestino tenue le sostanze nutritive vengono assimilate e inviate in tutte le parti dell’organismo, tramite la circolazione sanguigna.

Nell’intestino crasso vengono riassorbiti acqua e sali e ciò che resta del processo digestivo assume l’aspetto e la consistenza delle feci, che sono infine eliminate attraverso l’orifizio anale.

Alcune patologie, localizzate nell’addome, rendono necessaria la creazione di un’apertura artificiale per eliminare le feci, determinando la formazione di una stomia addominale, che potrà essere temporanea o definitiva.

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come funziona l'apparato urinario

Come funziona l'apparato urinario

L'urina è creata dai reni e attraversa due tubi chiamati ureteri per arrivare alla vescica. L'urina è prodotta continuamente, ma viene trattenuta nella vescica fino a quando si riceve lo stimolo di urinare. L'urina fuoriesce, quindi, dal corpo attraverso l'uretra. Come funziona l'apparato urinario

L’apparato urinario è composto da: reni, ureteri, vescica e uretra. Gli organi deputati alla filtrazione del sangue ed alla produzione di urina sono i reni, che si trovano dalla parte della schiena, subito sotto le costole.

Una volta prodotta, l’urina passa alla vescica attraverso gli ureteri, che sono due tubi stretti e lunghi circa 25 cm.

Gli ureteri trasportano le urine direttamente nella vescica. Qui l’urina si raccoglie e viene poi espulsa attraverso l’uretra, il condotto che la mette in comunicazione con l’esterno.

Alcune patologie, localizzate nell’addome, rendono necessaria la creazione di un’apertura artificiale per eliminare l’urina, determinando la formazione di una stomia addominale detta urostomia.

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Tipi di stomie: colostomia, ileostomia, urostomia

Ci sono tre tipi di stomia, ognuno con scopi diversi: colostomia, ileostomia e urostomia. Scopri dove sono localizzati di solito e lo scopo a cui sono destinati.

cosa è la colostomia

La colostomia

La colostomia prende il nome dal tratto di intestino interessato dall’intervento: il colon. Attraverso una piccola apertura sull’addome, una parte dell’intestino viene collegata all’esterno. Cosa è la colostomia

Alcune patologie, localizzate nell’addome, rendono necessaria la creazione di un’apertura artificiale per eliminare le feci, determinando la formazione di una stomia addominale, che potrà essere temporanea o definitiva.

Dopo l’operazione le feci vengono eliminate attraverso lo stoma e non passano più dal tratto di colon danneggiato.

L’intervento più comune è la colostomia sinistra ma in alcuni casi può essere necessario praticare l’apertura in un punto diverso dell’addome, in relazione al segmento di colon interessato.

Dopo l’operazione le feci saranno eliminate attraverso lo stoma. Nella colostomia le feci hanno una consistenza e un aspetto simili a quelle precedenti all’intervento e possono essere accompagnate dalla presenza di gas.

che cosa è la colostomia

In un intervento di colostomia, parte del colon viene portato sulla superficie dell'addome per formare lo stoma. La colostomia è solitamente posizionata sul lato sinistro dell'addome. Le feci in questa parte dell'intestino sono solide e, poiché lo stoma non ha muscoli per controllare la defecazione, dovranno essere raccolte utilizzando una sacca per stomia.
Per la colostomia sono disponibili due tipi diversi di chirurgia: colostomia terminale e colostomia laterale (o su bacchetta).

Colostomia terminale

Se sono state rimosse parti dell'intestino crasso (colon) o del retto, il restante intestino crasso viene portato sulla superficie dell'addome per formare uno stoma. La colostomia terminale può essere temporanea o permanente. La soluzione temporanea si esegue quando la parte malata dell'intestino è stata rimossa e la restante parte dell'intestino necessita di riposare prima che le estremità vengano unite insieme. La soluzione permanente si sceglie in situazioni in cui è troppo rischioso o impossibile riunire le due parti dell'intestino.

Colostomia laterale o su bacchetta

In una colostomia laterale, l'intestino viene sollevato sopra il livello della cute e tenuto in posizione con una bacchetta per stomia. Sulla parte di intestino esposto viene eseguita un'incisione e le estremità vengono quindi srotolate e cucite sulla cute. In questo modo, lo stoma laterale è in realtà costituito da due stomi uniti insieme (a doppia canna). La colostomia laterale è in genere una misura temporanea eseguita in situazioni acute. Può anche essere eseguita per proteggere una giunzione chirurgica nell'intestino.

Consulta la nostra gamma di prodotti per colostomia

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cosa è la ileostomia

La ileostomia

L’ileostomia prende il nome dal tratto di intestino interessato dall’intervento: l’ileo. Attraverso una piccola apertura sull’addome, una parte dell’intestino viene collegata all’esterno. Cosa è la ileostomia

Alcune patologie, localizzate nell’addome, rendono necessaria la creazione di un’apertura artificiale per eliminare le feci, determinando la formazione di una stomia addominale, che potrà essere temporanea o definitiva.

L’ileostomia prende il nome dal tratto di intestino interessato dall’intervento: l’ileo. Attraverso una piccola apertura sull’addome, una parte dell’intestino viene collegata all’esterno.

Dopo l’operazione le feci vengono eliminate attraverso lo stoma e non passano più dal tratto di ileo danneggiato. Nelle ileostomie le deiezioni sono frequenti, e possono essere liquide o semiliquide. Possono causare irritazione alla pelle e quindi è necessario proteggere con attenzione la cute intorno allo stoma.

Il medico, l’infermiere o lo stomaterapista sapranno comunque consigliarvi le soluzioni migliori e più indicate alla vostra pelle, in modo da evitare qualsiasi disagio.

 

che cosa è la ileostomia

In un intervento di ileostomia, una parte dell'intestino tenue, chiamata ileo, viene portata sulla superficie dell'addome per formare lo stoma. L'ileostomia normalmente si esegue nei casi in cui la parte terminale dell'intestino tenue è malata ed è solitamente realizzata sul lato destro dell'addome.

Le feci in questa parte dell'intestino sono in genere fluide e, poiché lo stoma non ha muscoli per controllare la defecazione, dovranno essere raccolte in una sacca.

Per l'ileostomia sono disponibili due tipi diversi di chirurgia: Ileostomia terminale e laterale (su bacchetta).

Ileostomia terminale

L'ileostomia terminale è eseguita quando parte dell'intestino crasso (colon) viene rimosso (o ha bisogno semplicemente di riposare) e l'estremità dell'intestino tenue viene portata sulla superficie dell'addome per formare uno stoma. L'ileostomia può essere temporanea o permanente.

La soluzione temporanea si esegue quando la parte malata dell'intestino è stata rimossa e la restante parte necessita di riposare prima che le estremità vengano unite insieme. La soluzione permanente si sceglie in situazioni in cui è troppo rischioso o impossibile riunire le due parti dell'intestino.

Ileostomia laterale o su bacchetta

Nell'ileostomia laterale, una parte dell'intestino tenue viene sollevata sopra il livello della cute e tenuta in posizione con una bacchetta per stomia. Sulla parte di intestino esposto viene eseguita un'incisione e le estremità vengono quindi srotolate e cucite sulla cute. In questo modo, l'ileostomia laterale è in realtà costituita da due stomi che vengono uniti insieme.
L'ileostomia laterale è di solito temporanea ed eseguita per proteggere una giunzione chirurgica nell'intestino. Se provvisoria, sarà chiusa o invertita in un intervento successivo.

 

Consulta la nostra gamma di prodotti per ileostomia

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cosa è la urostomia

La urostomia

Alcune patologie, localizzate nell’addome, rendono necessaria la creazione di un’apertura artificiale per eliminare l’urina, determinando la formazione di una stomia addominale. Cosa è la urostomia

Le derivazioni urinarie, definite urostomie, sono realizzate applicando diverse tecniche chirurgiche, che permettono la fuoriuscita delle urine all’esterno o direttamente dagli ureteri (ureterocutaneostomia singola o doppia) o tramite l’utilizzo di un segmento intestinale opportunamente isolato (Bricker).

Qualunque sia l’intervento, l’urina non raggiungerà più l’esterno attraverso l’uretra, ma attraverso lo stoma e fluirà nel sistema di raccolta.

Nelle urostomie la cute peristomale deve essere adeguatamente protetta: in primo luogo perché l’emissione dell’urina è continua, poi perché le sostanze in essa contenute possono, col tempo, danneggiare lo strato superficiale della pelle.

Il medico, l’infermiere o lo stomaterapista sapranno comunque consigliarvi le soluzioni migliori e più indicate alla vostra pelle, in modo da evitare qualsiasi disagio.

 

che cosa è la urostomia

 

Se la vescica o il sistema urinario sono danneggiati o malati e non si è in grado di urinare normalmente, sarà necessaria una derivazione urinaria, ossia ciò che viene chiamato urostomia, condotto ileale o vescica di Bricker.
Una parte isolata dell'intestino viene portata alla superficie del lato destro dell'addome, mentre l'altra estremità viene cucita sullo stesso. Gli ureteri vengono staccati dalla vescica e riattaccati sulla sezione isolata dell'intestino. Poiché questa sezione dell'intestino è troppo piccola per funzionare da serbatoio e poiché non vi è alcun muscolo o valvola per il controllo della minzione, sarà necessaria una sacca per urostomia per raccogliere l'urina.

 

Consulta la nostra gamma di prodotti per urostomia

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Storie di persone con stomia

Storie di altri pazienti stomizzati

La storia di Mogens

“All'inizio, dopo l'intervento di stomia ero abbastanza scioccato. Prima conoscevo solo due persone che avevano la stomia ed erano entrambe morte, così ho pensato che presto sarei morto anch'io. Questo mi fece pensare di dovermi godere la vita fino a quando fosse stato possibile. Era il 1997. Riprendere i miei hobby all'inizio è stato un po' difficile, soprattutto il nuoto, per il fatto di dover girare per lo spogliatoio e così via. Ma ho spiegato alle persone di avere subito un intervento chirurgico e adesso nessuno, me compreso, pensa più alla sacca. Anche quando siamo seduti in sauna e la sacca fa qualche rumore, semplicemente ci ridiamo sopra”.
Mogens

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La storia di Henning

“Dopo il mio intervento, mi sono svegliato la mattina dopo e ho ben presto scoperto di avere una sacca sullo stomaco. Non posso dire di essere rimasto scioccato, ma mi sono sentito un po' strano. Mi sono chiesto: “Dovrà rimanere lì?” Quando ho saputo che la stomia sarebbe stata per tutta la vita, ho smesso di compatirmi, perché sapevo che avrei dovuto conviverci e trarne beneficio. Oggi, non ho problemi a vivere con la stomia e a parlarne con chiunque abbia voglia di ascoltare. Sostituisco la sacca sul campo da golf, anche vicino al cestino dei rifiuti, se è necessario”.
Henning

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Stomia e vita quotidiana

Influenza della stomia intestinale sulla vita quotidiana

Ti stai chiedendo in che modo la stomia potrebbe influenzare la tua vita quotidiana?

Ci vorrà tempo per adattarsi a vivere con la stomia. Ma non c'è motivo per cui tu debba smettere di fare la maggior parte delle cose che fai, dallo sport ai rapporti sociali. Vivere quotidianamente con la stomia

Dopo l'intervento di stomia è necessario un pò di tempo per recuperare. Questo è perfettamente normale e il tempo necessario varierà da persona a persona. Lo stoma cambierà nelle prime settimane dopo l'intervento, sia in termini di dimensioni che di materiale in uscita. Inoltre, in queste settimane potresti perdere o acquistare peso.

Primi passi con la sacca

Avere una stomia significa non avere il controllo su quando defecare o, nel caso di urostomia, su quando urinare. Ciò significa che è necessario indossare sempre una sacca per raccogliere il materiale in uscita.
Scegli la soluzione più adatta alla tua stomia qui.

Cute sana

Per far sì che la sacca aderisca correttamente, è molto importante mantenere sana la cute peristomale. Quando la sacca è fissata correttamente, non vi è alcun rischio che fuoriesca alcun odore dallo stoma e vi è un rischio minore di irritazione cutanea. Prima di lasciare l'ospedale, riceverai una formazione su come scegliere e gestire la sacca per stomia e su come prenderti cura della cute.

Che dire su cibi e bevande?

In generale, è possibile mangiare e bere normalmente. Prova a vedere come reagisce la stomia a cibi diversi. Il tuo stomaterapista, chirurgo o medico ti consiglierà se è necessario adottare precauzioni particolari. Leggi di più
In generale, la stomia non è un ostacolo per lavorare, coltivare i rapporti sociali, praticare sport, viaggiare o dedicarsi ad altri hobby. Il tuo stato generale di salute, sia fisica sia mentale, avrà un ruolo importante nel determinare la qualità di vita mano a mano che andrai avanti.

Parlane

parlane della tua stomiaNon c'è niente di più utile di qualcuno che comprenda veramente ciò che stai attraversando. Non si è certo soli, nel mondo ci sono 1,9 milioni di persone che vivono con la stomia. L'associazione locale degli stomizzati è un modo per incontrare persone come te e per ricevere consigli utili, ispirazione e sostegno personale.

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vita intima e gravidanza con la stomia

L'intimità e la gravidanza con la stomia

Anche se una stomia può influire sul modo in quale senti il tuo corpo, non deve necessariamente cambiare la relazione con il partner o anche la gravidanza.
Continua a leggere alcuni consigli semplici e pratici per come vivere con una stomia.
L'intimità con la stomia

A seguito di un intervento per la stomia, è naturale preoccuparsi dell'aspetto del proprio corpo. Occorre del tempo per abituarsi ai cambiamenti fisici, e potresti arrivare a sentirti meno attraente. Anche se può essere difficile, è importante imparare ad accettare la stomia come una parte di se stessi.

Che dire sull'intimità?

Dopo l'intervento di stomia, è possibile riprendere normalmente la propria intimità e la propria relazione sentimentale. Come e quando, dipende dalla natura dell'intervento cui ci si è sottoposti. Tuttavia, in caso di rimozione del retto o della vescica, potrebbero verificarsi casi di impotenza e/o fastidi (che possono interessare anche le donne).
È importante parlarne con il proprio partner e cercare di non sentirsi imbarazzati a causa dell'intervento. È importante anche parlarne con lo stomaterapista, che è abituato a discutere di eventuali problemi che potresti incontrare e sarà in grado di aiutarti in molti modi. Ci sono anche diversi consigli utili e trucchi per superare gli ostacoli di tutti i giorni. Ad esempio, adattando la biancheria intima in modo che sia indossata come una fascia attorno al corpo per coprire la sacca o utilizzando mini sacche per le situazioni intime.

Posso avere figli?

Stomia e gravidanzaIn una parola: sì. Avere una stomia non impedisce a una donna di avere un figlio o di avere un parto normale. Con la crescita della pancia, in genere, lo stoma non farà altro che seguire la forma mutevole del ventre. Nelle ultime fasi della gravidanza, potrebbe essere necessario utilizzare uno specchio quando si sostituisce la sacca. Il parto avviene di solito normalmente.

Parlane

In fondo, non c'è niente di più utile di qualcuno che comprenda veramente ciò che stai attraversando. La tua organizzazione di pazienti locale è un modo per incontrare persone come te e per ricevere consigli utili, ispirazione e sostegno personale.

Scopri di più qui.

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come indossare una sacca stomia

Perché ho bisogno di indossare una sacca per stomia?

La sacca per stomia è necessaria per raccogliere in modo sicuro e discreto il materiale in uscita dallo stoma. La frequenza con cui svuotare o sostituire la sacca dipende dal fatto di avere una colostomia, un'ileostomia o un'urostomia. Perché indossare la sacca per stomia

A prescindere dal tipo di stomia, tutto il materiale in uscita dallo stoma deve essere raccolto in modo opportuno e in sicurezza. È a questo punto che entra in gioco la sacca per stomia. La sacca è progettata per aderire alla cute dell'addome attorno allo stoma e raccogliere il materiale in uscita.

Sicura e discreta

Il tipo di sacca per stomia da scegliere dipenderà dal fatto di avere una colostomia, un'ileostomia o un'urostomia. Lo stomaterapista o il chirurgo ti mostrerà qual è quella più adatta a te, comunque la stragrande maggioranza di sacche sono sicure e discrete. Nessuno saprà che la indossi, a meno che tu non decida di dirlo.

Sebbene in un primo momento possa essere difficile accettare di dover indossare una sacca per stomia sulla pancia, presto dovresti iniziare a renderti conto che è possibile vivere proprio come facevi prima.

Sostituzione della sacca stomia

Il numero di volte in cui è necessario sostituire o svuotare la sacca dipende dal tipo di stomia:

  • Colostomia: La sacca deve essere sostituita da una a tre volte al giorno, a seconda della quantità di materiale in uscita.
  • Ileostomia: La sacca deve essere svuotata più volte al giorno.
  • Urostomia: La sacca deve essere svuotata più volte al giorno. Durante la notte, è possibile collegare una sacca per urostomia o di un formato più piccolo, detto “micro sacca”, a una sacca da notte, in modo da non doversi alzare per svuotare la sacca.

Per ulteriori  informazioni su come gestire la propria sacca specifica, consultare le istruzioni animate specifiche per il proprio tipo di stomia e sistema di raccolta.

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Come indossare la sacca stomia

Come indossare la sacca per stomia

Essere in grado di indossare correttamente la sacca per stomia è un primo passo fondamentale per imparare a prendersi cura del proprio stoma. Come indossare la sacca per stomia

Quando si è sottoposti a stomia, l'urina e le feci fuoriescono direttamente nella sacca posizionata sull'addome. Per evitare perdite, irritazione cutanea o imbarazzo nelle relazioni sociali, è molto importante imparare a sigillare la sacca per stomia sulla cute in modo sicuro.

Una perfetta aderenza è fondamentale

Il principio guida è che la parte adesiva del dispositivo venga incollata sulla zona attorno allo stoma e che il foro sull'adesivo aderisca perfettamente intorno allo stoma.
Lo stomaterapista ti aiuterà a scegliere il prodotto migliore per te e ti mostrerà come applicare e rimuovere la sacca nel modo corretto. Potresti trovare utili anche questi video didattici.

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aspetto e tatto dello stoma in una stomia intestinale

Come appare uno stoma e che cosa si sente al tatto?

Lo stoma è solitamente umido, di colore rosato-rosso e fuoriesce leggermente dall'addome. Come appare lo stoma alla vista e al tatto

Dopo l'intervento, inizialmente lo stoma apparirà abbastanza gonfio ma si ridurrà con il tempo, di solito dopo sei/otto settimane.

Nessuna sensazione, nessun dolore

Lo stoma è di colore rosso, poiché si tratta di una membrana mucosa, proprio come la mucosa all'interno della bocca. E' privo di sensibilità, quindi non c'è rischio di provare alcun dolore al tatto.  Lo stoma può sanguinare leggermente durante la pulizia, soprattutto all'inizio, ma si tratta di un fenomeno abbastanza normale che dovrebbe scomparire poco dopo.

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Conoscere i dispositivi per stomia

I prodotti per la gestione della stomia si dividono essenzialmente in 3 grandi famiglie:

Sistemi di raccolta per stomia

Sono lo strumento fondamentale per gestire la stomia. Sono costituiti da una sacca che si fissa alla cute con un adesivo. Si dividono in tre grandi categorie: sistemi a un pezzo, sistemi a due pezzi e sistemi integrati.

Protettivi peristomali

Sono costituiti da una gamma di prodotti che hanno la funzione di proteggere la cute attorno allo stoma e prevenire le irritazioni o migliorare, quando necessario, la tenuta fra il sistema di raccolta e la pelle. Scopri l'accessorio per stomia adatto a te.

Prodotti per l'irrigazione della colostomia

Si tratta di un set che contiene tutto il necessario per la pratica dell’irrigazione, la quale consente di regolarizzare le evacuazioni durante la giornata, riducendo o eliminando del tutto la necessità del sistema di raccolta.

Scegli il dispositivo adatto per la gestione della tua stomia

Scegli il dispositivo per stomia più adatto

È disponibile un'ampia scelta di dispositivi per la stomia e può essere difficile trovare il prodotto adatto a te. Comprendere le opzioni tra cui poter scegliere è un buon primo passo. Tipi di dispositivi per la stomia

Sono disponibili due tipi principali di sistemi di sacca per stomia:
i sistemi monopezzo sono costituiti da una sacca e un'area adesiva fissate insieme in modo permanente. Quando deve essere sostituito, viene rimosso l'intero dispositivo, rendendo questo sistema adatto in caso di sostituzioni frequenti.

I sistemi a due pezzi sono costituiti da una sacca e una placca adesiva separate. In questi sistemi, la sacca può essere rimossa e sostituita senza dover sostituire anche la placca adesiva. Ci sono due modi per collegare la placca adesiva e la sacca:

  • un aggancio meccanico fissa la sacca alla placca adesiva mediante un sistema di blocco con uno scatto udibile, a conferma che il sistema è bloccato in modo sicuro;
  • un aggancio adesivo fissa la sacca alla placca adesiva mediante un sistema adesivo sicuro e flessibile.

Tipologie di sacche
Sono disponibili tre tipi principali di sacche, in base al tipo di stoma:

  • Chiusa
  • Svuotabile
  • Urostomia

Le sacche chiuse sono in genere utilizzate in presenza di una colostomia, poiché solitamente le feci sono più solide. Una volta piene, le sacche chiuse sono progettate per essere rimosse e sostituite anziché svuotate e riutilizzate.

Le sacche svuotabili sono in genere utilizzate in presenza di un'ileostomia, poiché solitamente le feci sono liquide. Talvolta, le sacche svuotabili vengono utilizzate in presenza di una colostomia. Le sacche svuotabili sono facili da svuotare e non devono essere sostituite con la stessa frequenza delle sacche chiuse.

Le sacche per urostomia sono utilizzate in presenza di un'urostomia per gestire la fuoriuscita  di urina. La sacca può essere svuotata quando necessario e sostituita quando richiesto. Una sacca per urostomia può essere collegata a una sacca di raccolta, per evitare di dover sostituire la sacca durante la notte.

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Sistemi di raccolta per stomia: descrizione e criticità

Lo stoma è un’apertura artificiale che non è provvista di sfintere, cioè di un sistema di chiusura, come è, ad esempio, l’ano, che possa essere controllato volontariamente. Per questa ragione si utilizzano, sin dalle prime ore dopo l’operazione, dei sistemi di raccolta che sono la soluzione ideale per ritrovare la piena autonomia. Criticità dei sistemi di raccolta

Sono essenzialmente costituiti da un sacchetto, impermeabile anche agli odori, che si fissa all’addome con un adesivo composto da sostanze che non danneggiano la pelle.

Vi permetteranno di raccogliere ed eliminare le feci senza grandi difficoltà, riducendo al minimo i disagi della vostra nuova condizione.

Il personale infermieristico vi aiuterà subito a capire come usarli e quali scegliere fra i tanti modelli esistenti. Avere a disposizione tante soluzioni vi aiuterà sicuramente a trovare quella ideale: uno strumento prezioso per riacquistare il vostro equilibrio e la vostra serenità.

I sistemi di raccolta si dividono in tre grandi categorie: sistemi a un pezzo, sistemi a due pezzi e sistemi integrati.

Sistema a 1 pezzo

Sacca e adesivo sono un tutt’uno: i vantaggi principali sono la flessibilità e lo spessore particolarmente ridotto. Ciò offre un’elevata comodità d’uso e una grande discrezione.

Sistema a 2 pezzi

Sacca e adesivo sono due parti separate, dotate di un sistema di aggancio a flangia. La sacca può essere sostituita anche due volte al giorno, mentre l’adesivo (o placca) può rimanere fissato alla pelle per più giorni, offrendo così maggiore protezione della cute.

Sistema integrato

È una soluzione che unisce i vantaggi dei sistemi a 1 pezzo e a 2 pezzi: un anello adesivo unisce la barriera a protezione cutanea avanzata alla sacca, offrendo una grande flessibilità e al tempo stesso affidabilità e comfort.

Aspetti critici dei sistemi di raccolta per stomia

I sistemi di raccolta presentano, nel loro complesso, diverse criticità che solo lo sviluppo tecnologico dei prodotti permette di superare:

Adesività dell applicazione

Anni di esperienza e di dialogo con le persone portatrici di stomia dimostrano che, per garantire una totale sicurezza e un perfetto comfort, l'adesivo di un presidio per stomia dovrebbe essere facile da fissare e da fare aderire alla cute, così da evitare rischi di distacco ed impedire dispersioni. In molti casi è comodo scaldare la parte adesiva del sistema di raccolta tenendola in mano o usando con cautela il phon. La pelle comunque deve essere quanto più possibile asciutta e pulita.

Tenuta nel tempo

Il timore del distacco della sacca è uno dei più comuni e diffusi. In realtà si tratta di una paura non giustificata dalla pratica: se applicati nel modo corretto e sostituiti nei tempi indicati, praticamente tutti i sistemi di raccolta ora in commercio garantiscono una buona tenuta nel tempo.

La vera criticità di questo aspetto dell'uso di sistemi di raccolta consiste non tanto nella forza dell'adesivo una volta applicato, quanto semmai nel fatto che per garantire una lunga tenuta alcuni adesivi risultino aggressivi nei confronti della cute peristomale.

Resistenza all'erosione

In caso di prodotti non tecnologicamente avanzati, c'è il rischio che qualche volta l’adesivo si consumi vicino allo stoma e che quindi feci o urina arrivino alla pelle, arrossandola ed irritandola. Feci (soprattutto in caso di ileostomia) ed urina infatti sono ricche di sostanze aggressive che sono in grado di corrodere la parte in plastica di prodotti non opportunamente studiati e quindi anche la cute sottostante.

E' opportuno verificare che il sistema di raccolta scelto sia dotato di un'alta resistenza all'erosione e, nel caso, è possibile utilizzare una pasta riempitiva da applicare in prossimità dello stoma per evitare infiltrazioni.

Delicatezza nella rimozione

Un problema tipico dei sistemi di raccolta che mirano primariamente a garantire una buona tenuta nel tempo consiste nelle difficoltà che emergono al momento della rimozione della placca o della parte adesiva dalla cute: un adesivo troppo aggressivo rischia di arrossare la pelle, irritarla o - nei casi peggiori - creare piccole abrasioni.

Un altro elemento problematico della rimozione riguarda la scarsa coesione della parte adesiva del prodotto: in alcuni casi un adesivo non appositamente studiato rischia di sfaldarsi e di lasciare attaccati alla cute dei residui che poi diventa complicato rimuovere completamente.

Assorbimento

“...passeggiare è il mio passatempo, ma i medici mi avevano detto che sudando potevo favorire il distacco dell’adesivo...”

Un timore legittimo, quello sopra riportato, che si trasforma in una limitazione dell'autonomia personale. Per risolverlo occorre prestare attenzione alla capacità di assorbimento della parte adesiva di ogni presidio: la parte dell'adesivo a contatto con la cute deve eliminare l’umidità naturale della pelle ed il sudore, diminuendo il rischio di distacchi.

Flessibilità

La chiave per garantire buona adesione e un perfetto comfort consiste nella capacità della parte adesiva del prodotto di aderire nel modo più perfetto possibile alle forme umane, ivi comprese quelle imperfezioni (pieghe cutanee, cicatrici, etc) dettate dall'età o dagli interventi chirurgici.

La flessibilità può essere garantita da scelte tecnologiche quali lo spessore, la forma (solitamente circolare o - meglio ancora - ovale), la presenza di fasce radiali, di parti ritagliabili, di canali, di texture apposite.

Potete scoprire le soluzioni adottate da Coloplast per risolvere questa criticità dando un'occhiata in particolare alle scelte tecnologiche adottate per la sua più recente piattaforma SenSura Mio.

Gestione di gas e odore

Una sacca di raccolta feci tende nel tempo ad accumulare una certa quantità di gas che, se non sfiatati, gonfierebbero la sacca stessa rendendola poco confortevole e per nulla discreta. Questo sfiato è garantito da sistemi a valvola di diverso modello che permettono la fuoriuscita dei gas impedendo al contempo la fuga delle feci.

Per evitare che i gas in uscita diffondano odori sgradevoli ai sistemi a valvola sono collegati filtri o sistemi di filtraggio a carbone attivo: il carbone attivo è deputato ad eliminare i cattivi odori e garantisce un'efficacia prolungata e costante se è mantenuto asciutto. I prodotti più avanzati (ad esempio SenSura Mio di Coloplast) utilizzano sistemi di filtraggio particolari, studiati appositamente per garantire quanto più a lungo possibile l'efficacia del carbone attivo.

Comfort e discrezione

Per garantire totale comfort e discrezione una sacca di raccolta deve possedere:

1 - un design asimmetrico e anatomico, capace di adattarsi perfettamente alla forma del corpo;

2 - un rivestimento, nella parte a contatto con la pelle, che limiti al massimo i rischi di irritazione;

3 - un rivestimento che riduca al massimo i fruscii;

4 - un rivestimento completamente idrorepellente, che consenta di fare la doccia e il bagno indossando la sacca.

Limitatamente alle sacche per urostomia, è inoltre opportuno segnalare come al fine del comfort sia assolutamente consigliabile l'impiego di sacche con strutture interne a canali (ne è un esempio il Coloplast Sensura Mio Uro 2 pezzi o Coloplast Sensura Mio Uro monopezzo): l'urina si distribuisce nei canali interni alla sacca impedendo alla sacca stessa di gonfiarsi e diminuendo drasticamente i rumori. In questo modo si garantisce anche a chi conduce una vita particolarmente attiva una sicurezza e una discrezione davvero uniche.

Gestione dello svuotamento

La gestione dello svuotamento è una criticità che riguarda solo i portatori di ileostomia o urostomia: le feci liquide tipiche dell'ileostomia e l'urina impongono infatti di svuotare più volte le sacche di raccolta, sia nei sistemi ad 1 pezzo che nei sistemi a 2 pezzi.

In caso di ileostomia è previsto l'uso di una cosiddetta "sacca a fondo aperto": nella parte inferiore della sacca è presente una sorta di piccolo canale, composto dello stesso tessuto della sacca. Questo canale di sfiato è normalmente ripiegato su se stesso (dando quindi alla sacca la forma di una normalissima sacca chiusa) ma al momento della necessità è facilmente srotolabile e garantisce un facile e sicuro svuotamento. Per averne un esempio potete dare un'occhiata al sistema Coloplast Hide-away.

In caso di urostomia lo svuotamento solitamente avviene tramite sistemi di scarico in gomma, posti nella parte finale della sacca. I sistemi meglio realizzati garantiscono tanto un comodo utilizzo anche per le persone dotate di una manualità limitata quanto - una volta chiuso - la massima tenuta, anche se la sacca è completamente piena.

Facilità di aggancio sacca-placca

Questa criticità ovviamente riguarda solo i sistemi a due pezzi, in cui la placca rimane fissata alla pelle, anche per più giorni, mentre la sacca può essere cambiata ogni volta ve ne sia bisogno.

Meno sostituzioni dell’adesivo comportano meno sollecitazioni della pelle e quindi minor rischio di traumi ed irritazioni, tuttavia in alcuni portatori di stomia può sorgere un timore riguardante l’affidabilità del sistema di aggancio fra sacca e placca. Per ridurre a zero questa paura è possibile optare per sistemi di aggancio dotati di chiusura a clip, che permetta di fissare saldamente la sacca anche con il semplice uso di due dita.

Molti degli agganci a clip permettono di controllare l'avvenuto aggancio con un segnale uditivo: quando si sente il click della clip si può stare tranquilli quanto alla sicurezza nella tenuta.

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Protettivi peristomali accessori per stomia

Protettivi peristomali

Alcuni consigli su come usare i protettivi peristomali per la pulizia della pelle attorno allo stoma, proteggere la pelle e proteggersi dalle infiltrazioni. Protettivi peristomali

Pulizia della pelle attorno allo stoma

Per una corretta pulizia dello stoma e della cute peristomale, è sufficiente usare un sapone tipo marsiglia e acqua corrente. Non usare mai prodotti contenenti alcol, etere, benzina, soluzioni di ipoclorito di sodio, tipo amuchina, poiché irritano lo stoma e indeboliscono le difese naturali della pelle.

In alternativa è possibile usare un detergente specifico che abbia una composizione indicata per pulire la cute peristomale, senza irritare la pelle, e rimuovere anche gli eventuali residui di adesivo. Ne è un esempio il Remover di adesivo Brava®, confezionato in spray o in pratiche salviette monodose, che è utile anche quando si è fuori casa o in mancanza d’acqua.

Protezione della pelle

Come misura preventiva, quando la pelle è ancora integra, si possono utilizzare prodotti che la proteggono da secrezioni aggressive o dai traumi da adesivo.

Quando la pelle è arrossata e secca sono utili prodotti che, oltre ad un’azione protettiva, aiutino a idratare e a ristabilire la completa integrità, come la Brava® crema effetto barriera, specifica per la pelle secca: è fortemente idrorepellente, la sua composizione idrata la pelle esposta a secrezioni aggressive e ne stabilizza il pH.

Se la pelle è molto arrossata e irritata, Brava® Film protettivo potrebbe essere consigliato perché non produce irritazioni e riduce i problemi cutanei connessi con perdite e adesivi. Lascia un sottile film traspirante sulla pelle, proteggendola dai danni. Si asciuga in pochi secondi e non accumula residui sulla pelle, lasciando la pelle pronta per applicare un nuovo adesivo. Si presenta in formulazione spray e in salviette. La salvietta è molto pratica quando si è fuori casa o in viaggio, grazie alle sue dimensioni ridotte.

Sempre nel caso in cui la cute peristomale sia irritata o in presenza di secrezioni aggressive è possibile utilizzare la Piastra protettiva Brava®: la sua composizione è studiata per assorbire gli umori della pelle, permettendole di respirare. Flessibile ed elastica, aderisce in maniera ottimale alla cute e aumenta la tenuta dell’adesivo.

Protezione dalle infiltrazioni

Quando la superficie che circonda lo stoma è irregolare, con pieghe o cicatrici, può essere compromessa la perfetta adesione del sistema di raccolta. Una soluzione è offerta dalle paste, che riempiono e livellano le asperità creando una superficie uniforme in cui non si possono verificare pericolose infiltrazioni e stagnazioni di feci e urina.

La pasta in strisce Brava è particolarmente facile da modellare con le dita e quindi è indicata anche nelle condizioni più critiche, come in presenza di fistole. Non contiene alcol e di conseguenza può essere usata anche quando la pelle è danneggiata, perché non irrita e quindi non brucia.

Sempre per migliorare la tenuta dell’adesivo dei sistemi di raccolta, in presenza di infiltrazioni può essere utilizzata la pasta in tubo senza alcol Brava, facile da dosare nelle quantità necessarie e da distribuire con le dita fino a creare uno strato uniforme.

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L'irrigazione della colostomia

Prodotti per l'irrigazione della colostomia

L'irrigazione della colostomia

L’irrigazione è un metodo che consente al portatore di colostomia sinistra di controllare lo svuotamento dell’intestino e contemporaneamente eliminare cattivi odori, rumori e flatulenze. Questo significa riacquistare più rapidamente libertà e comfort nella vita di tutti i giorni. L'irrigazione della colostomia

Tramite l’irrigazione si introduce una modesta quantità di acqua tiepida nel colon, attraverso lo stoma e ciò consente, col tempo, di ricreare un ritmo nelle evacuazioni.

Il metodo dell’irrigazione è molto semplice: da un contenitore apposito si lascia defluire nello stoma acqua a temperatura corporea, riempiendo buona parte del colon. In questo modo, con lo stimolo dell’acqua il colon si contrae naturalmente, causando lo svuotamento.

L’apprendimento del metodo avviene in ospedale o presso il centro di riabilitazione; in seguito potrà essere eseguito tranquillamente a casa, e presto diventerà una routine.

Se è eseguita nel modo corretto, l’irrigazione è una pratica priva di rischi.

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L'irrigazione della stomia

Articolo a cura del Dott. Prof. Carlo Pezcoller, tratto da "Informablu" (le persone con una stomia si possono
abbonare qui). Ll'irrigazione per gli colostomizzati

Dopo un intervento chirurgico con resezione di parti del colon o del retto, talvolta è necessario confezionare una colostomia che può essere temporanea o definitiva. Fortunatamente, al giorno d’oggi le colostomie definitive sinistre sono notevolmente diminuite in virtù di diagnosi sempre più precoci, di cure sempre più efficaci e di tecniche chirurgiche sempre più avanzate e meno invasive. Molto spesso si riesce quindi a conservare l’apparato sfinteriale dell’ano che è fondamentale per garantire la continenza sia delle feci che dei gas.

Tuttavia, anche nei casi in cui il chirurgo è obbligato a praticare una stomia, esistono delle tecniche riabilitative che possono limitare gli inconvenienti ad essa legati. È risaputo che - a differenza dell’ileostomia, dove le feci vengono emesse in continuazione e si presentano piuttosto liquide e corrosive per l’elevato contenuto idrico e per la presenza di sostanze digestive ancora attive - nella colostomia le feci sono più formate ed hanno una consistenza semisolida. Nel colon infatti avviene un progressivo riassorbimento di acqua e, grazie alla sua specifica attività motoria, esso può fungere da serbatoio contenendo le feci e dando un certo ritmo alle evacuazioni.

Ora, malgrado una colostomia sinistra comporti inevitabilmente una incontinenza, a distanza dall’intervento si osserva un certo adattamento del colon: le feci non vengono emesse continuamente, ma seguono un certo ritmo. Proprio sfruttando questa funzione di serbatoio del colon e la sua ritmicità, è stata già da tempo ideata la tecnica della “irrigazione” che ha letteralmente rivoluzionato la vita del colostomizzato.

Trattasi in verità di una metodica molto semplice, che viene praticata con successo da oltre 50 anni, e che consiste in un lavaggio periodico del colon con acqua tiepida. Se l’irrigazione viene associata ad una dieta povera di scorie, i risultati sono davvero eccellenti e lo stomizzato può avere 24-48 ore di relativa continenza, il che significa che la sacca tradizionale può essere quasi abolita ed al suo posto possono essere utilizzare delle mini sacche o, in qualche caso, una semplice copertura di protezione. Purtroppo questo metodo quasi miracoloso e di grande efficacia si può applicare solo alle stomie poste sul colon sinistro e qualche volta a quelle sul trasverso.

Per praticare l’irrigazione è necessario utilizzare un kit che viene fornito da tutte le ditte che producono presidi per stomie e che contiene un cono morbido collegato con un tubo flessibile (munito di valvola di erogazione) ad un recipiente di plastica graduato nel quale si introducono circa 800 ml. di acqua tiepida. Una sacca lunga di plastica munita di due aperture viene applicata alla cute peristomale. Attraverso l’apertura superiore si introduce delicatamente il cono lubrificato nella stomia e, regolando il flusso dell’acqua con la valvola, si fa defluire l’acqua del lavaggio in 5-10 minuti, mentre l’altra estremità aperta della sacca pesca nel water. Dopo poco l’intestino comincia a scaricare e lo svuotamento si completa nel giro di 20-30 minuti.

Le controindicazioni che possono derivare da una simile tecnica sono date da: età molto avanzata, diarrea, complicanze stomali (stenosi, prolasso ecc.), incapacità di apprendere la tecnica, psicosi, demenza ecc. Una raccomandazione che è doveroso fare è quella di non introdurre nella stomia un normale catetere, ma di utilizzare il morbido cono che si trova nel kit onde evitare di perforare l’intestino.

La metodica, come già affermato, è del tutto semplice, si apprende molto facilmente dopo una o due dimostrazioni pratiche presso un apposito centro di riabilitazione e non comporta difficoltà organizzative nella propria abitazione.

Oltre a migliorare significativamente la qualità della vita, l’irrigazione permette di ridurre il numero delle sacche garantendo, tra l’altro, anche un certo risparmio economico. L’esortazione è quindi quella di prendere in seria considerazione questa pratica, cercando di superare una certa pigrizia e l’iniziale timore di introdurre il cono nella stomia con la relativa acqua di lavaggio. Dedicare un minimo di cura per imparare l’irrigazione e quindi praticarla regolarmente a giorni alterni non è certo una perdita di tempo! In un’ora si riuscirà a far tutto e si otterrà l’indiscutibile vantaggio di non avere sorprese durante la giornata.

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Leggi e rimborsi per lo stomizzato

L'iter di prescrizione degli ausili per stomia

Il rimborso degli ausili è un diritto per tutti gli stomizzati, su tutto il territorio nazionale. L'iter di prescrizione per stomia

La prima richiesta di prescrizione degli ausili deve essere effettuata dal medico specialista, dipendente o convenzionato con l’ASL o comunque da un presidio sanitario pubblico, sull’apposito modulo rilasciato dall’ASL.

In seguito alla modifica apportata dal D.L. 321 G.U. N. 183 8/08/2001 non è più necessaria la richiesta di invalidità: è sufficiente la prescrizione.

La prescrizione deve comprendere:

Diagnosi: questa contiene la dichiarazione della patologia e della sua causa.

Tipo di intervento: questo descrive la tipologia di operazione e il tipo di stomia.

Codice di riferimento del Nomenclatore: il Nomenclatore è un elenco di ausili divisi per categorie. I prodotti concessi gratuitamente sono quelli che rientrano in tali categorie o sono ad esse riconducibili. Chi esegue la prescrizione identificherà il codice corrispondente al prodotto.

Programma terapeutico: indica per quanto tempo deve essere impiegato il presidio e quando devono essere effettuati i controlli medici.

"... l’importante è informarsi, non aver paura di chiedere. C’è stato un periodo in cui le sacche rimborsate non mi bastavano: ero davvero in difficoltà. Non mi sono rassegnato e ho fatto qualche telefonata. Finalmente ad un’associazione stomizzati mi hanno consigliato di richiedere una relazione tecnica dallo specialista che documentasse le mie necessità. Ha funzionato: per il periodo necessario mi sono state rimborsate più sacche..."

Mario O.

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Tabella ministeriale degli ausili per stomia

Se per il rimborso degli ausili non è più necessario il riconoscimento dell’invalidità civile, è però vero che tale riconoscimento consente di ottenere altre importanti agevolazioni. Tabella ministeriale degli ausili

1 - facilitazioni sul posto di lavoro

2 - indennità di accompagnamento

3 - agevolazioni fiscali

4 - patente speciale (modifiche specifiche al sedile del posto guida e contrassegno per la sosta)

5 - eventuale pensione di invalidità.

Per essere riconosciuti invalidi, dopo l’operazione deve essere presentata richiesta alla Commissione medica per l’invalidità civile della ASL di appartenenza, allegando alla domanda la certificazione medica.

Lo stomizzato, insieme al riconoscimento dell’invalidità, può richiedere alla propria ASL la “connotazione di gravità”. Quest’ultima consente di ottenere benefici più numerosi e più estesi.

Per approfondire le procedure di richiesta e le norme di legge vi invitiamo a consultare lo stomaterapista e/o l’ufficio protesi della vostra ASL.

 

DESCRIZIONE PRODOTTO

CODICE ‘92

CODICE ISO

Quantitativi massimi concedibili

Sistema a 1 pezzo colo-ileostomia

 

09.18.04

 

Sacca a fondo chiuso con filtro, barriera protettiva autoportante o anello protettivo e supporto adesivo microporoso ipoallergenico, con o senza rivestimento antitraspirante in TNT, con o senza cintura.
UNI EN ISO 8670-2

101.01.03

09.18.04.003

60 pz al mese

Sacca a fondo aperto con o senza filtro, barriera protettiva autoportante o anello protettivo e supporto adesivo microporoso ipoallergenico, con o senza rivestimento in TNT, con o senza cintura (1)
UNI EN ISO 8670-2

101.01.03

09.18.04.006

60 pz al mese

Sacca a fondo aperto o chiuso con o senza filtro, barriera protettiva integrale per stomi introflessi, con o senza rivestimento IN TNT (2)
UNI EN ISO 8670-2

 

09.18.04.009

60 pz al mese

Sistema a 2 pezzi colostomia ileostomia

Placche:
Placca con flangia, barriera protettiva autoportante o anello protettivo e supporto microporoso ipoallergenico, con o senza chiusura di sicurezza (3)
Pr EN 12182

101.01.11

09.18.05
09.18.05.003

10 pz al mese

Placca con flangia, barriera protettiva autoportante a convessità integrale per stomi introflessi (2)
Pr EN 12182

 

09.18.05.006

10 pz al mese

Sacche:
Sacca a fondo chiuso con flangia con o senza filtro, con o senza dispositivo di sicurezza, con o senza rivestimento antitraspirante in TNT
UNI EN ISO 8670-2

101.01.11

09.18.05.009

60 pa al mese

Sacca a fondo aperto con flangia, con o senza filtro, con o senza dispositivo di sicurezza, con o senza rivestimento antitraspirante in TNT (1)
UNI EN ISO 8670-2

101.01.11

09.18.05.012

60 pz al mese

 

DESCRIZIONE

CODICE ‘92

CODICE ISO

Quantitativi massimi concedibili

Sistema a 1 pezzo urostomia

09.18.07

 

 

Sacca con barriera protettiva autoportante o anello protettivo e supporto adesivo microporoso ipoallergenico, con dispositivo antireflusso e sistema di scarico raccordabile a raccoglitore da gamba o da letto
UNI EN ISO 8669-2

101.01.33

09.18.07.003

30 pz al mese

Sacca con barriera protettiva autoportante, a convessità integrale per stomi introflessi, con dispositivo antireflusso e sistema di scarico raccordabile a raccoglitore da gamba o da letto (2)
UNI EN ISO 8669-2

 

09.18.07.006

30 pz al mese

LEGENDA:

  1. Per pazienti ileostomizzati fino a 90 sacche al mese
  2. Tipo di sacca o placca prescrivibile unicamente a pazienti con stoma introflesso
  3. Per pazienti ileostomizzati fino a 15 placche al mese

Sistema a 2 pezzi urostomia

Placche:

- placca con flangia, barriera protettiva, autoportante o anello protettivo e supporto microporoso ipoallergenico, con o senza chiusura di sicurezza.

101.01.35

09.18.08
09.18.05.003

20 pz al mese

- placca con flangia, barriera protettiva autoportante a convessità integrale per stomi introflessi. (2)

 

09.18.05.006

15 pz al mese

Sacche:
- sacca di raccolta con flangia con o senza dispositivo di sicurezza, con dispositivo antireflusso e sistema di scarico raccordabile a raccoglitore da gamba o da letto. (Standard ISO 8669)

101.01.35

09.18.08.009

30 pz al mese

 

 

DESCRIZIONE

CODICE ‘92

CODICE ISO

Quantitativi massimi concedibili

Sistema ad irrigazione

 

09.18.24

 

Set di irrigazione composto da:
borsa graduata per l’acqua, cono anatomico e cannula, sistema di regolazione del flusso con o senza visualizzazione, una cintura con o senza placca e sacche di scarico.
(Standard Liv. 1)

101.01.21

09.18.24.003

1 set ogni 6 mesi

Irrigatore semplice composto da:
borsa graduata per l’acqua, cono e cannula, sistema di regolazione con o senza visualizzazione del flusso (Standard Liv. 1) (alternativo al cod. 09.18.24.003)

 

09.18.24.004

1 set ogni 6 mesi

Sacca di scarico trasparente a fondo aperto per irrigazione con barriera autoportante o adesivo o flangia (Standard Liv. 1).

101.01.23

09.18.24.009

30 pz al mese

 

DESCRIZIONE

CODICE ‘92

CODICE ISO

Quantitativi massimi concedibili

Dispositivi di chiusura a 1 pezzo

Sacca con fondo chiuso con filtro, anello protettivo e supporto adesivo microporoso ipoallergenico o barriera autoportante, con o senza rivestimento antitraspirante in TNT, con o senza cintura (Standard 8670)

101.01.27

09.18.24.012

30 pz al mese

Mini sacchetto post-irrigazione con barriera autoportante, filtro incorporato e lato interno in TNT assorbente (Standard 8670)

 

09.18.24.015

30 pz al mese

Sistema dispositivo di chiusura ad un pezzo, costituito da un tappo autoportante ad espansione con o senza barriera autoportante e/o filtro incorporato (Standard ISO Liv. 1).

101.01.27

09.18.24.018

30 pz al mese

(N.B.: i codici 09.18.24.024 – 09.18-24-015 e 09.18.24.018 sono alternativi tra loro)

Dispositivo di chiusura a 2 pezzi

Sistema a 2 pezzi costituito da:
una placca con flangia, anello protettivo e supporto adesivo microporoso ipoallergenico o con barriera autoportante (Standard Liv. 1)

101.01.25

09.18.24.006

10 pz al mese

una sacca post irrigazione con flangia, con filtro e lato interno in TNT assorbente (Standard Liv. 1)

101.01.25

09.18.24.021

30 pz al mese

Sistema a 2 pezzi composta composto da:

- una placca con flangia, barriera autoportante o adesivo microporoso (Standard Liv. 1)

101.01.25

09.18.24.006

10 pz al mese

- tappo ad espansione con filtro incorporato (Standard Liv. 1)

101.01.25

09.18.24.024

30 pz al mese

(I sistemi di chiusura a due pezzi sono alternativi tra loro)

Legenda:
(2) Tipo di placca prescrivibile unicamente a pazienti con stoma introflesso

 

DESCRIZIONE

CODICE ‘92

CODICE ISO

Quantitativi massimi concedibili

Accessori per stomia

Cono anatomico e cannula da irrigazione

 

09.18.24.101

1 pz ogni 6 mesi

Pasta protettiva per la pelle peristomale (4)

 

09.18.30.003

2 pz al mese

Polvere o film protettivo per zone peristomali (4)

 

09.18.30.006

2 pz al mese

LEGENDA:
(4): prescrivibili alternativamente tra loro ed esclusivamente in associazione con gli ausili per stomia nei casi in cui il medico prescrittore ne ravvisi l’assoluta necessità 
N.B.: i sistemi monopezzo, a due pezzi e ad irrigazione riferiti agli ausili per colo-ileo-urostomizzati sono tra loro alternativi. Per coloro che praticano l’irrigazione a giorni alternati, è prevista una prescrizione mista con il sistema monopezzo. Pertanto, per i giorni che non praticano l’irrigazione, in sostituzione di una sacca di scarico (09.18.24.009) e di uno dei dispositivi di chiusura ad un pezzo (09.18.24.012 – 09.18.24.015 – 09.18.24.018) e/o a due pezzi (09.18.24.006 – 09.18.24.021 – 09.18.24.024), possono essere prescritte due sacche, a seconda dei casi, di cui al cod. 09.18.04.003 o del cod. 09.18.04.006 o del cod. 09.18.04.009 limitatamente a pazienti con stoma introflesso.
I quantitativi massimi concedibili sono da intendersi per ogni stomia e sono aumentabili, a giudizio del medico prescrittore dell’Azienda unità sanitaria locale, fino al 50% nel periodo iniziale di assistenza non superiore a 6 mesi.

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Il nomenclatore tariffario

DECRETO 27 AGOSTO 1999, N. 332 Il nomenclatore tariffario

ART. 1 - PRESTAZIONI DI ASSISTENZA PROTESICA EROGABILI NELL’AMBITO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E ARTICOLAZIONE DEL NOMENCLATORE.

ART. 2 - AVENTI DIRITTO ALLE PRESTAZIONI DI ASSISTENZA PROTESICA.

ART. 3 - FORNITORI DEI DISPOSITIVI PROTESICI.

ART. 4 - MODALITA DI EROGAZIONE.

ART. 5 - TEMPI MINIMI DI RINNOVO DELL’EROGAZIONE.

ART. 6 - DISPOSITIVI PROTESICI TEMPORANEI, PROVVISORI E DI RISERVA.

ART. 7 - NUMERAZIONE DEI DISPOSITIVI PROTESICI SU MISURA.

ART. 8 - TARIFFE E PREZZI DI ACQUISTO DEI DISPOSITIVI PROTESICI.

ART. 9 - RAPPORTI TRA REGIONI, AZIENDE USL E FORNITORI.

ART. 10 - MODALITA' DI CONTROLLO.

ART. 11 - AGGIORNAMENTO DEL NOMENCLATORE.

ART. 12 - DESCRIZIONE E QUANTITA' CONCEDIBILI DEGLI AUSILI PER STOMIE

 

Art. 1 - Prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e articolazione del nomenclatore

Il presente regolamento individua le prestazioni di assistenza protesica che comportano l’erogazione dei dispositivi riportati negli elenchi 1, 2 e 3 del nomenclatore di cui all’allegato 1, erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale (Ssn) fino al 31 dicembre 2000 e ne definisce le modalità di erogazione. Entro la suddetta data il Ministro della sanità provvede a ridefinire la disciplina dell’assistenza protesica e le tariffe massime da corrispondere ai soggetti erogatori dei dispositivi di cui all’elenco n. 1 del nomenclatore.

L’elenco n. 1 del nomenclatore contiene i dispositivi (protesi, ortesi e ausili tecnici) costruiti su misura e quelli di serie la cui applicazione richiede modifiche eseguite da un tecnico abilitato su prescrizione di un medico specialista ed un successivo collaudo da parte dello stesso. L’elenco n. 1 contiene, altresì, i dispositivi di fabbricazione continua o di serie finiti che, per essere consegnati ad un determinato paziente, necessitano di essere specificamente individuati e allestiti a misura da un tecnico abilitato, su prescrizione del medico specialista. I dispositivi contenuti nell’elenco n. 1 sono destinati esclusivamente al paziente cui sono prescritti. La loro applicazione è effettuata da un tecnico in possesso del titolo abilitante all’esercizio della specifica professione o arte sanitaria ausiliaria, ai sensi del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, dell’articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni e dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42.

L’elenco n. 2 del nomenclatore contiene i dispositivi (ausili tecnici) di serie la cui applicazione o consegna non richiede l’intervento del tecnico abilitato.

L’elenco n. 3 del nomenclatore contiene gli apparecchi acquistati direttamente dalle aziende unità sanitarie locali (Usl) ed assegnati in uso con le procedure indicate nell’articolo 4.

Qualora l’assistito scelga un tipo o un modello di dispositivo non incluso nel nomenclatore allegato al presente regolamento, ma riconducibile, a giudizio dello specialista prescrittore, per omogeneità funzionale a quello prescritto ai sensi dell’articolo 4, comma 2, l’azienda Usl di competenza autorizza la fornitura e corrisponde al fornitore una remunerazione non superiore alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda per il dispositivo incluso nel nomenclatore e corrispondente a quello erogato.

In casi particolari, per i soggetti affetti da gravissime disabilità, l’azienda Usl può autorizzare la fornitura di dispositivi non inclusi negli elenchi del nomenclatore allegato, sulla base dei criteri fissati dal Ministro della sanità, d’intesa con la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome, relativi alle condizioni dei soggetti, alle modalità di prescrizione e di controllo e alla tipologia di dispositivi che possono essere autorizzati.

Art. 2 - Aventi diritto alle prestazioni di assistenza protesica

Hanno diritto all’erogazione dei dispositivi contenuti nel nomenclatore gli assistiti di seguito indicati, in connessione a loro menomazioni e disabilità invalidanti:

gli invalidi civili, di guerra e per servizio, i privi della vista e i sordomuti indicati rispettivamente dagli articoli 6 e 7 della legge 2 aprile 1968, n. 482, nonché i minori di anni 18 che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di una invalidità permanente;

gli istanti in attesa di accertamento che si trovino nelle condizioni previste dall’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18;

gli istanti in attesa di riconoscimento cui, in seguito all’accertamento sanitario effettuato dalla commissione medica dell'azienda Usl, sia stata riscontrata una menomazione che comporta una riduzione della capacità lavorativa superiore ad un terzo, risultante dai verbali di cui all’articolo 1, comma 7, della legge 15 ottobre 1990, n. 295;

gli istanti in attesa di accertamento entero-urostomizzati, laringectomizzati, tracheotomizzati o amputati di arto, le donne che abbiano subito un intervento di mastectomia ed i soggetti che abbiano subito un intervento demolitore sull'occhio, previa presentazione di certificazione medica;

i ricoverati in una struttura sanitaria accreditata, pubblica o privata, per i quali il medico responsabile dell’unità operativa certifichi la contestuale necessità e urgenza dell'applicazione di una protesi, di un'ortesi o di un ausilio prima della dimissione, per l’attivazione tempestiva o la conduzione del progetto riabilitativo, a fronte di una menomazione grave e permanente. Contestualmente alla fornitura della protesi o dell'ortesi deve essere avviata la procedura per il riconoscimento dell’invalidità.

Agli invalidi del lavoro, i dispositivi dovuti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono erogati dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) con spesa a proprio carico, secondo le indicazioni e le modalità stabilite dall'istituto stesso.

Sono fatti salvi i benefici già previsti dalle norme in vigore in favore degli invalidi di guerra e categorie assimilate.

Per ciascuno dei propri assistiti che fruisca delle prestazioni di assistenza protesica, l’azienda Usl è tenuta ad aprire e a mantenere aggiornata una scheda/fascicolo, contenente la documentazione attestante la condizione di avente diritto, le prestazioni erogate e le relative motivazioni e la data delle forniture.

Art. 3 - Fornitori dei dispositivi protesici

Per l’erogazione dei dispositivi definiti "su misura" ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni e le aziende Usl si rivolgono ai soggetti iscritti presso il Ministero della sanità ai sensi dell’articolo 11, comma 7, del citato decreto legislativo n. 46 del 1997. A tal fine il contenuto della banca dati di cui al comma 7 dell’articolo 11 del medesimo decreto legislativo è messo a disposizione delle regioni.

Per l’erogazione dei restanti dispositivi inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni e le aziende Usl si rivolgono ai soggetti autorizzati all’immissione in commercio, alla distribuzione e alla vendita ai sensi della normativa vigente, che dispongano del tecnico abilitato di cui all’articolo 1, comma 2, operante in nome e per conto del fornitore mediante un rapporto di dipendenza o professionale che ne assicuri la presenza per un orario tale da garantire la fornitura dei dispositivi entro i termini previsti dall’articolo 4, comma 7.

In via transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 1999 le aziende Usl possono altresì rivolgersi ai soggetti già iscritti negli elenchi regionali di cui all’allegato A, paragrafo "Aziende abilitate alle forniture", del decreto ministeriale 28 dicembre 1992. Gli elenchi sono aggiornati tenendo conto delle modifiche apportate dal presente regolamento ai fini dei requisiti richiesti per le forniture.

Per l’erogazione dei dispositivi inclusi negli elenchi 2 e 3 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni o le aziende Usl stipulano contratti con i fornitori aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto di cui all’articolo 8, comma 2. Fino all’espletamento di tali procedure e comunque non oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le regioni e le aziende Usl assicurano l’erogazione dei dispositivi secondo le modalità già in essere.

Art. 4 - Modalità di erogazione

L’erogazione a carico del Ssn delle prestazioni di assistenza protesica individuate nel presente regolamento è subordinata, salvo i casi eventualmente individuati dalle regioni, al preliminare svolgimento delle seguenti attività: prescrizione, autorizzazione, fornitura e collaudo.

La prescrizione dei dispositivi protesici è redatta da un medico specialista del Ssn, dipendente o convenzionato, competente per tipologia di menomazione o disabilità, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera e).

La prescrizione costituisce parte integrante di un programma di prevenzione, cura e riabilitazione delle lesioni o loro esiti che, singolarmente, per concorso o coesistenza, determinano la menomazione o disabilità. A tal fine, la prima prescrizione di un dispositivo protesico deve comprendere:

una diagnosi circostanziata, che scaturisca da una completa valutazione clinica e strumentale dell’assistito;

l’indicazione del dispositivo protesico, ortesico o dell’ausilio prescritto, completa del codice identificativo riportato nel nomenclatore, e l’indicazione degli eventuali adattamenti necessari per la sua personalizzazione;

un programma terapeutico di utilizzo del dispositivo comprendente: il significato terapeutico e riabilitativo; le modalità, i limiti e la prevedibile durata di impiego del dispositivo; le possibili controindicazioni; le modalità di verifica del dispositivo in relazione all’andamento del programma terapeutico.

La prescrizione è integrata da una esauriente informazione al paziente ed eventualmente a chi lo assiste, sulle caratteristiche funzionali e terapeutiche e sulle modalità di utilizzo del dispositivo stesso.

L’autorizzazione alla fornitura del dispositivo protesico, dell’ortesi o dell’ausilio prescritto è rilasciata dall’azienda Usl di residenza dell’assistito previa verifica dello stato di avente diritto del richiedente, della corrispondenza tra la prescrizione medica ed i dispositivi codificati del nomenclatore, nonché, nel caso di forniture successive alla prima, del rispetto delle modalità e dei tempi di rinnovo. La azienda Usl si pronuncia sulla richiesta di autorizzazione tempestivamente e comunque; in caso di prima fornitura, entro venti giorni dalla richiesta. In caso di silenzio della Usl, trascorso tale termine, l’autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa. All’atto dell’autorizzazione, sulla prescrizione è riportato il corrispettivo riconosciuto dalla azienda Usl al fornitore a fronte dell’erogazione del dispositivo prescritto. In caso di autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda di residenza dell’assistito.

Qualora i dispositivi protesici, ortesici e gli ausili siano prescritti, per motivi di necessità e urgenza, nel corso di ricovero presso strutture sanitarie accreditate, pubbliche o private, ubicate fuori del territorio dell’azienda Usl di residenza dell’assistito, la prescrizione è inoltrata dalla unità operativa di ricovero alla azienda Usl di residenza, che rilascia l’autorizzazione tempestivamente, anche a mezzo fax. Limitatamente ai dispositivi inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore, in caso di silenzio della azienda Usl, trascorsi cinque giorni dal ricevimento della prescrizione, l’autorizzazione si intende concessa da parte della azienda Usl di residenza. In caso di autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa fissata dalla regione di residenza dell’assistito.

La fornitura del dispositivo protesico prescritto avviene entro termini definiti nell’ambito delle procedure di cui agli articoli 8, comma 2, e 9, comma 1, e comunque non oltre i termini massimi, specifici per categoria di dispositivo, indicati nell’allegato 2 al presente regolamento, pena l’applicazione delle penalità contestualmente definite; per le forniture urgenti autorizzate in favore degli assistiti ricoverati, previste dall’articolo 2, comma 1, lettera e), i fornitori devono garantire tempi di consegna inferiori ai suddetti tempi massimi. La fornitura di protesi di arto provvisoria o temporanea di cui all’articolo 6, comma 1 non modifica il tempo massimo di rilascio della prima fornitura definitiva.

Il fabbricante di dispositivi protesici è tenuto a corredare i prodotti delle istruzioni previste dalla normativa vigente. Il fornitore fornisce al paziente ed eventualmente a chi lo assiste, dettagliate istruzioni sulla manutenzione e sull’uso del dispositivo erogato, anche a mezzo di indicazioni scritte.

Al momento della consegna del dispositivo protesico, l’assistito o chi ne esercita la tutela rilascia al fornitore una dichiarazione di ricevuta da allegare alla fattura trasmessa alla azienda Usl ai fini del rimborso. Qualora il dispositivo venga spedito per corriere, per posta o per altro mezzo, il fornitore allega alla fattura copia del bollettino di spedizione o della lettera di vettura.

Il collaudo accerta la congruenza clinica e la rispondenza del dispositivo ai termini dell’autorizzazione ed è effettuato, entro venti giorni dalla data di consegna, dallo specialista prescrittore o dalla sua unità operativa; a tal fine, entro il termine di tre giorni lavorativi, il fornitore comunica all’azienda Usl che ha rilasciato la prescrizione la data di consegna o di spedizione del dispositivo. L’azienda Usl invita, entro 15 giorni dall’avvenuta fornitura, l’assistito a presentarsi per il collaudo. Qualora l’assistito non si presenti alla data fissata per il collaudo senza giustificato motivo incorre nelle sanzioni fissate dalla regione. Qualora all’atto del collaudo il dispositivo non risulti rispondente alla prescrizione, il fornitore è tenuto ad apportare le opportune variazioni. Trascorsi venti giorni dalla consegna del dispositivo senza che il fornitore abbia ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’azienda Usl, il collaudo si intende effettuato ai fini della fatturazione e del pagamento. Il collaudo dei dispositivi erogati ad assistiti non deambulanti viene effettuato presso la struttura di ricovero o a domicilio. Sono esclusi dalla procedura di collaudo i dispositivi monouso, valendo ai medesimi fini le prescrizioni dei relativi capitolati.

I fornitori sono tenuti a garantire la perfetta funzionalità dei dispositivi protesici per il periodo, successivo alla consegna, specificamente definito nell’ambito delle procedure di cui agli articoli 8, comma 2, e 9, comma 1, e comunque non inferiore al termine di garanzia indicato nell’allegato 2 al presente regolamento.

I dispositivi protesici di cui agli elenchi 1 e 2 del nomenclatore allegato si intendono ceduti in proprietà all’assistito, fatta salva la facoltà delle regioni di disciplinare modalità di cessione in comodato dei dispositivi per i quali sia possibile il riutilizzo, allo scopo di conseguire economie di gestione, prevedendo comunque l’obbligo dell’azienda cedente di garantire la perfetta funzionalità e sicurezza dei dispositivi e di fornire all’assistito le istruzioni previste dalla normativa vigente. I fornitori sono tenuti all’adempimento degli obblighi di cui al comma 11 anche nei confronti dei soggetti ai quali i dispositivi sono ceduti in proprietà.

L’azienda USL proprietaria degli apparecchi di cui all’elenco 3 del nomenclatore è tenuta ad assicurarne la perfetta funzionalità e la sicurezza ed a fornire all’assistito le istruzioni previste dalla normativa vigente. I contratti stipulati con i fornitori dei suddetti apparecchi prevedono la manutenzione e la tempestiva riparazione per tutto il periodo di assegnazione in uso all’assistito.

Art. 5 - Tempi minimi di rinnovo dell’erogazione

La azienda Usl non autorizza la fornitura di nuovi dispositivi protesici definitivi in favore dei propri assistiti di età superiore ai 18 anni prima che sia trascorso il tempo minimo di rinnovo, specifico per tipo di dispositivo, riportato nell’allegato 2 al presente regolamento.

I tempi minimi di rinnovo possono essere abbreviati, sulla base di una dettagliata relazione del medico prescrittore, per particolari necessità terapeutiche o riabilitative o in caso di modifica dello stato psicofisico dell’assistito.

In caso di smarrimento, di rottura accidentale, di particolare usura del dispositivo, di impossibilità tecnica della riparazione o di non convenienza della riparazione stessa ovvero di non perfetta funzionalità del presidio riparato, la azienda Usl può autorizzare, per una sola volta, la fornitura di un nuovo dispositivo protesico prima che siano decorsi i tempi minimi di cui al comma 1, sulla base di una dichiarazione sottoscritta dall’invalido o da chi ne esercita la tutela.

Alla scadenza del tempo minimo di cui al comma 1, il rinnovo della fornitura è comunque subordinato alla verifica di idoneità e convenienza alla sostituzione o riparazione da parte del medico specialista prescrittore, ai sensi dell’articolo 4.

Per i dispositivi forniti agli assistiti di età inferiore ai 18 anni non si applicano i tempi minimi di rinnovo; la azienda Usl autorizza le sostituzioni o modificazioni dei dispositivi protesici erogati, in base ai controlli clinici previsti e secondo il programma terapeutico.

Art. 6 - Dispositivi protesici temporanei, provvisori e di riserva

I dispositivi protesici sono consegnati agli assistiti nella loro configurazione definitiva. Fa eccezione la fornitura di:

dispositivi protesici provvisori, necessari per affrontare i problemi riabilitativi nel periodo precedente la consegna delle protesi definitive e non utilizzabili, se non marginalmente, per la loro realizzazione;

dispositivi protesici temporanei, utilizzabili significativamente per la realizzazione dei dispositivi definitivi.

I dispositivi provvisori e temporanei sono prescrivibili esclusivamente in favore delle donne mastectomizzate, dei soggetti con enucleazione del bulbo oculare e dei soggetti con amputazione di arto; per tali ultimi soggetti, la fornitura del dispositivo provvisorio è alternativa a quella del dispositivo temporaneo.

L’azienda Usl può autorizzare la fornitura di un dispositivo di riserva rispetto al primo dispositivo definitivo in favore dei soggetti con amputazione bilaterale di arto superiore o con amputazione monolaterale o bilaterale di arto inferiore. Nei confronti di altri soggetti con gravi difficoltà di deambulazione, cui non è riconosciuto il diritto alla fornitura di una protesi di riserva, l’azienda Usl è tenuta ad assicurare la tempestiva sostituzione dei dispositivi divenuti temporaneamente non utilizzabili, ai sensi dell’articolo 5.

Art. 7 - Numerazione dei dispositivi protesici su misura

I dispositivi su misura indicati nell’elenco 1 allegato al presente regolamento debbono riportare un numero di matricola da cui si rilevi anche il mese e l’anno dell’autorizzazione di cui all’art. 4, comma 5, che deve essere impresso in modo visibile ed indelebile in un punto non asportabile e non soggetto a logorio. In caso di sostituzione della parte su cui inizialmente è stato impresso, il numero di matricola deve essere reimpresso sulla parte sostituita.

Art. 8 - Tariffe e prezzi di acquisto dei dispositivi protesici

In sede di prima applicazione del presente regolamento, le regioni fissano il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel proprio territorio ai soggetti erogatori, entro un intervallo di variazione compreso tra il valore delle tariffe indicate dall’elenco 1 del nomenclatore allegato nel presente regolamento ed una riduzione di tale valore non superiore al venti per cento.

I prezzi corrisposti dalle aziende Usl per i dispositivi protesici e gli apparecchi inclusi, rispettivamente, agli elenchi 2 e 3 del nomenclatore allegato, sono determinati mediante procedure pubbliche di acquisto espletate secondo la normativa vigente. Le regioni emanano direttive per lo svolgimento delle suddette procedure da parte delle aziende Usl, anche in forma associata, anche al fine di garantire la capillarità della distribuzione dei dispositivi protesici, il rispetto di standard di qualità e la disponibilità di una gamma di modelli idonea a soddisfare specifiche esigenze degli assistiti.

Al fine di consentire l’acquisizione delle informazioni necessarie alla programmazione sanitaria nazionale ed al monitoraggio della spesa relativa all’assistenza protesica, le regioni e le provincie autonome provvedono ad inviare al Ministero della sanità i provvedimenti regionali e provinciali di determinazione delle tariffe e dei prezzi di acquisto dei dispositivi protesici di cui, rispettivamente, agli elenchi 1e 2 e 3 del nomenclatore allegato.

Art. 9 - Rapporti tra regioni, aziende Usl e fornitori

Nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, le regioni, anche in forma associata, e le aziende Usl, nel rispetto dei piani annuali preventivi individuati dalle regioni sentite le organizzazioni dei fornitori di assistenza protesica, contrattano con i fornitori dei dispositivi di cui all’elenco 1 del nomenclatore operanti sul proprio territorio le modalità e le condizioni delle forniture.

Le modalità di fatturazione e pagamento dei dispositivi protesici di cui al presente regolamento sono stabilite dalle regioni nel rispetto della normativa vigente in materia di contabilità.

Art. 10 - Modalità di controllo

A ciascuno dei dispositivi inclusi nel nomenclatore allegato è attribuito lo specifico codice riportato negli elenchi allegati, che costituisce l’elemento identificativo del dispositivo nell’ambito degli scambi all’interno del Ssn e deve essere utilizzato per ogni finalità di carattere amministrativo ed informativo.

Le regioni e le provincie autonome vigilano sulla corretta applicazione da parte delle aziende Usl del presente regolamento ed assicurano l’attivazione da parte di ciascuna azienda Usl di specifici sistemi di controllo, interno ed esterno.

Art. 11 - Aggiornamento del nomenclatore

Il nomenclatore è aggiornato periodicamente, con riferimento al periodo di validità del Piano sanitario nazionale e, comunque, con cadenza massima triennale, con la contestuale revisione della nomenclatura dei dispositivi erogabili.

Art. 12

Il presente regolamento sostituisce il decreto ministeriale 28 dicembre 1992, pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 9 alla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1993.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Roma, 28 agosto 1999

Il Ministro: Bindi

Visto, il Guardasigilli: Diliberto

Registrato alla Corte dei conti il 14 settembre 1999

Registro n. 2 Sanità, foglio n. 76

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Approfondimenti sui prodotti per stomia intestinale

Abbiamo raccolto in questa sezione alcuni articoli di approfondimento sui diversi temi connessi ai prodotti per stomia.

Soluzioni per la cute peristomale irritata

Intervista al responsabile ricerche cliniche di Coloplast Italia, tratto da "Informablu" (se hai una stomia puoi cliccare
qui per abbonarti). Leggi l'articolo sull'irritazione cutanea

In quali casi si può irritare la cute peristomale?

Una prima situazione può capitare ad esempio quando si sostituisce il sistema di raccolta: movimenti troppo bruschi o troppo traumatici possono causare irritazioni o arrossamenti alla cute intorno allo stoma.

Questa zona deve essere mantenuta nelle migliori condizioni possibili attraverso l’utilizzo di particolari prodotti definiti protettivi cutanei. In questi casi può essere utile la Crema Barriera Coloplast che idrata, protegge la cute secca o irritata dalle secrezioni della stomia. La crema è fortemente idrorepellente e contiene un tampone chimico che stabilizza il valore del PH della cute esposta a secrezioni aggressive.

In aggiunta è possibile utilizzare anche il Film Protettivo Coloplast particolarmente indicato per la protezione da secrezioni aggressive o microtraumi da adesivo.

E se ci sono lesioni?

Quando la cute peristomale è già fortemente irritata da secrezioni e presenta delle lesioni è indicato l’utilizzo della Piastra Protettiva Coloplast, la cui composizione è stata ideata per assorbire le secrezioni cutanee in eccesso, creando quel microambiente ideale al processo di riparazione cutanea.

Può poi capitare che la superficie attorno allo stoma sia irregolare...

A volte la superficie che circonda lo stoma è irregolare, con pieghe o cicatrici che impediscono la perfetta adesione del dispositivo. In questo caso occorre riempire e livellare le irregolarità, garantendo così una migliore adesione del sistema di raccolta. Si può utilizzare la Pasta in Strisce che rendendo la superficie regolare crea uniformità impedendo il ristagno di urina e feci. La pasta in strisce può essere utilizzata anche in presenza di fistole. La pasta in strisce Coloplast non contiene alcool; protegge la cute, senza irritarla!

Quanto è importante l’igiene quotidiana?

La mucosa intestinale che forma la stomia può essere tranquillamente toccata. L’igiene dello stoma e della cute peristomale è importante per evitare l’insorgenza di irritazioni cutanee e per mantenere la cute in buone condizioni. Nell’igiene quotidiana, ad ogni cambio del dispositivo di raccolta è opportuno lavare lo stoma e la cute circostante con detergenti specifici.

Coloplast ha creato infatti un detergente delicato, ma efficace sostituto dei tradizionali sistemi di pulizia della cute: anche la soluzione “acqua e sapone”, infatti, può alterare il naturale strato lipidico epidermico. Il detergente Coloplast rimuove i residui di adesivo ed ha un effetto lenitivo sulla cute lesa.

Non dimenticate di rivolgervi sempre allo stomaterapista, all’infermiere o al medico; i loro preziosi consigli Vi aiuteranno a scegliere il prodotto adeguato alle vostre esigenze.

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Urostomia: la scelta del prodotto ideale

Intervista a cura di Chiara Vergano, tratto da "Informablu" (
abbonati qui). Nei casi di urostomia, a chi è più indicato il prodotto a un solo pezzo? A chi quello a due pezzi? Ne parliamo con Rosa Lagreca, enterostomista, caposala dell’Unità operativa di Urologia universitaria – Policlinico di Bari. Scegliere il prodotto ideale per urostomia

Signora Lagreca, quali sono i problemi più frequenti per chi ha un’urostomia?

Una premessa: innanzitutto non bisogna mai minimizzare, al paziente non va mai detto "non è niente", perché così non è. Oltre alla stomia, che è "il problema", due sono gli aspetti principali: la sacca, che deve essere idonea, e poi la sicurezza. Il timore più frequente infatti, per i pazienti stomizzati, è che la sacca si rompa. La sicurezza che ciò non accada è quindi fondamentale, e per questo quei prodotti che hanno un sistema di chiusura con il "clic" contribuiscono a rendere più sicuro e tranquillo il paziente.

Ci sono poi altri aspetti, per esempio la placca, che non deve creare problemi alla cute.

Qual è la particolarità di un sistema in cui la sacca ha diversi canali di raccolta dell’urina?

La caratteristica della sacca con “più canali di distribuzione” può essere, mono o due pezzi; la caratteristica principale che i pazienti apprezzano è che la sacca non si gonfia, perché la struttura interna, a canali, è tale da permettere all’urina di distribuirsi, diminuendo in modo importante anche i rumori. Questo è fondamentale soprattutto per chi conduce una vita particolarmente attiva. Ma c’è un altro vantaggio, ed è quello del rubinetto di scarico, che si ripiega e viene messo in una tasca all’interno della sacca stessa. In questo modo, non dà fastidio alcuno al paziente.

A chi è più indicato il sistema a un pezzo? A chi quello a due pezzi?

Il monopezzo è preferito soprattutto dalle persone giovani, che lo possono cambiare anche ogni giorno. Il due pezzi è consigliabile invece per tutte quelle persone che hanno bisogno di un caregiver (che sia la moglie, i figli, un parente), e cioè di un supporto per cambiare tutto.

Il due pezzi può essere tenuto anche 2-3 giorni, prima di essere sostituito; utilizzare questa soluzione garantisce una migliore qualità di vita sia al paziente, che non è costretto a dipendere tutti i giorni da un’altra persona per sostituire il prodotto, sia al caregiver, che non deve svolgere quest’impegno quotidianamente.

Cosa bisogna fare nel caso in cui la placca si stacchi?

Prima di tutto, occorre capire perché è accaduto: magari il prodotto è stato indossato su una zona umida, oppure può essere insorta una dermatite. La placca può essersi staccata anche a causa di una laparocele, cioè di un’ernia che si forma sulla stomia. Oppure, può essersi verificato un affossamento della stomia. Può capitare che la placca si stacchi una volta soltanto, ma se la cosa si ripete bisogna assolutamente controllare la stomia.

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